Risale al 1358 il Trittico del Rocciamelone



Friday, September 1, 2017 - 14:00

Il Rocciamelone con i suoi 3538 metri è la montagna sacra per eccellenza della Valle di Susa. Esso deve probabilmente il proprio nome al toponimo celtico Roc Maol; i romani ne latinizzarono quindi il nome in Mons Romuleus e lo consacrarono a Giove tonante, come dimostra l’altare dedicato al dio rinvenuto sul versante della montagna rivolto verso Usseglio.

Nel 1358 il mercante astigiano Bonifacio Roero (Rotario) ne sancì la cristianizzazione, collocando sulla vetta un trittico in ottone dorato, fatto realizzare probabilmente a Bruges. L’impresa di Bonifacio riveste un interesse anche alpinistico in quanto la sua salita è annoverata come la più antica scalata documentata ad una vetta.

Rocciamelone (Foto Marco Cicchelli)

Interamente inciso con il bulino, il Trittico del Rocciamelone è composto da tre parti terminanti a cuspide, unite da quattro cerniere: a quella centrale, più grande, sono collegate due più piccole a forma di trapezio, che fungono da sportelli, in maniera da rendere più comodo il trasporto. Sulla tavola centrale è rappresentata la Madonna seduta su un trono a cassapanca mentre tiene in braccio il piccolo Gesù, che in una mano regge una sfera, simbolo del mondo, e con l'altra accarezza il mento della madre. Entrambi hanno il capo circondato da un'aureola. Sull'anta di sinistra è rappresentato San Giorgio a cavallo nell'atto di trafiggere con la sua lancia il drago; mentre su quella di destra c'è un santo con la barba, probabilmente San Giovanni Battista (patrono dei Cavalieri di Malta), con le mani posate sulle spalle di un guerriero inginocchiato che rappresenta il committente Bonifacio Rotario. Tutte le figure sono sovrastate da esili arcate gotiche e sono racchiuse entro motivi ornamentali che occupano l'intero sfondo.

Nella fascia inferiore del trittico è invece incisa una scritta latina in caratteri gotici: «Hic me aportavit Bonefacius Rotarius, Civis Astensis, in honorem Domini Nostri Jesu Christi et Beate Marie Virginis. Anno domini MCCCLVIII die I september». (Qui mi portò Bonifacio Rotario, cittadino di Asti, in onore del Signore nostro Gesù Cristo e della Beata Maria Vergine, nell’anno del Signore 1358, il giorno 1° di settembre).

Trittico del Rocciamelone

Nel 1673 Giacomo Gagnor di Novaretto, convinto di fare un piacere al duca Carlo Emanuele II, "rubò" il trittico dalla vetta del Rocciamelone e lo trasportò al castello di Rivoli, dove i reali stavano trascorrendo il periodo estivo, in maniera da risparmiare al duca la faticosa salita fino alla cima. L'opera venne esposta nella chiesa dei Padri Cappuccini di Rivoli e onorata con un solenne pellegrinaggio da Rivoli a Susa, cui parteciparono un'enorme folla di fedeli e le maggiori autorità religiose e civili. Il trittico viene quindi posto nella cattedrale di San Giusto di Susa, da dove è stato poi trasferito nella sede del Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa, situato nella chiesa della Madonna del Ponte.

Maggiori informazioni su www.vallesusa-tesori.it e www.cittadisusa.it/ComSchedaTem.asp?Id=20695

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