Parte dalla materia per spaziare e liberarsi al mondo. È Bruno Carraro, che nel suo laboratorio di Borgone unisce tutti i generi d’arte: un percorso che l’ha portato a sperimentare sempre, ovunque e comunque. Nulla è mai lasciato al caso, ma tutto sta dentro un progetto che vede l’arte a 360 gradi.

Bruno Carraro

Bruno Carraro, Omaggio a Picasso

Ma alla base resta la ceramica, una sorta di primo amore. Quella ceramica che può diventare qualsiasi cosa sotto le mani del maestro Bruno. Per lui piatti e bicchieri sono solo elementi da insegnare agli allievi, al pari della conoscenza della materia prima e della tecnica realizzativa. Quando invece vuole creare un piatto ha già in mente a chi andrà e per cosa verrà utilizzato e quindi ogni piatto ha insita una personalizzazione. Ma la ceramica non basta, e allora ecco la pittura, la scultura, la scrittura.

Bruno Carraro, L'Italia è servita

Bruno Carraro, L'Italia è servita

Entrati nel suo laboratorio si capisce che qui l’arte è viva. Lo si capisce dalle creazioni in essere e dall’esposizione dei prodotti finiti. Lo si capisce dalla voglia di sperimentare che lo porta a sfidare anche i canoni classici dell’accademia, arrivando a presentare per la tesi una scultura immensa utilizzando l’isolante dei sottotetti. Una mente che va oltre, sempre. Che esplora in continuazione e prova anche a fissare su video la storia e le storie.

Perché anche le riprese sono esse stesse arte applicata. Perché un video è lezione e sperimentazione continua. E la ricerca continua perché la voglia di scoprire e di stupire vanno di pari passo, sempre proiettate verso orizzonti lontani, senza mai dimenticare l’origine del tutto. Ed è così che la ceramica e la scuola tornano ad essere l’elemento base per voli sempre nuovi ed emozionali.

Carla Fracci ad una mostra di Bruno Carraro

Carla Fracci ad una mostra di Bruno Carraro