Quella di Daniele Cuccotti è una storia cercata, sofferta, voluta e soprattutto sognata, in anni in cui la sua passione per l'alpinismo l'aveva portato in giro per il mondo. Ma sempre con un'idea ricorrente: rimanere a vivere sui monti. 

"Sono stato in Himalaya - ci dice - e ho scalato quasi tutte le più belle montagne delle Alpi, ma il destino ha voluto che la mia nuova dimora fosse in val Susa, a Falcemagna. Questo antico borgo mi ha trovato ed io ho risposto a questa chiamata".

Laboratorio del Risveglio

Daniele è arrivato in questa borgata subito dopo gli incendi che hanno devastato la valle: "Ricordo un paesaggio quasi lunare. Il respiro era difficoltoso talmente l’aria era satura di fumo, ma gli occhi di un piccolo di camoscio trovato soffocato nei paraggi mi mi fecero accelerare le trattative per la baita. Il fuoco in fondo è segno di trasformazione, di cambiamento e se vogliamo di purificazione. Per me in effetti è stato cosi:  la mia nuova vita ha avuto inizio, ed è stato bellissimo".

Sistemata la nuova “tana” la scelta è stata quella di vivere usufruendo dei prodotti offerti dalla natura. Quindi con la legna per il riscaldamento e soprattutto con i prodotti dell’orto, ricavato dai terrazzamenti in origine coltivati a vite, ormai da anni abbandonati.

Laboratorio del Risveglio

"Con il tempo la mia vita ha preso il suo fluire, tra la vita in montagna e le discese in città per gestire le mie attività, tra cui quella di fotografo. Una sera, tornato a casa con del materiale fotografico, mi venne in mente di creare una piccola esposizione, che con il tempo si è riempita diventando un vero e proprio spazio espositivo. Così ho deciso di dare a questo progetto un senso più compiuto, ed è nato il Laboratorio del Risveglio".

Risveglio in onore della prima via di arrampicata aperta sulla parete di Catteisard situata qui vicino, ma risveglio soprattutto inteso come rinascita personale, legata all'espressione dell'arte ed alla sua condivisione. “Vivere la montagna con la forza delle idee” è lo slogan di questo progetto, che vuole interpretare la montagna come sport e attività annesse ma anche come espressione artistica.

L'esposizione si divide in due parti, quella superiore in cui sono presenti immagini legate alla natura montana ed ai viaggi di Daniele in giro per il mondo, quella inferiore in cui sono esposte tele e lavori in studio.

Laboratorio del risveglio

"Il Laboratorio non è però soltanto uno spazio espositivo - racconta Daniele - ma anche un luogo di condivisione con altri artisti del territorio, con relativa elaborazioni di idee costruttive. Vuole anche essere uno spazio di convivialità, dove conoscere i visitatori e ascoltare le loro storie e i loro sogni. Mi piace pensare che la nascita del Laboratorio del Risveglio, intesa come piccola realtà rurale, possa aver ridato vita a questa borgata che, come molte altre, ha bisogno di essere rivissuta. Per la memoria storica che rappresentano e soprattutto per ricreare quel contatto con la natura che abbiamo perso con il tempo".

"Investire su questa tipologia di vita fa bene: per questo ho sempre creduto che l’uscire di casa e trovarsi su un sentiero che ti porta in un bosco e poi sulle cime si debba considerare come una vera fortuna. Il laboratorio vi aspetta, sentitevi liberi e di dare la vostra interpretazione a quello che vedrete, liberi di sedervi al sole e di ammirare le montagne al tramonto dopo un bel giro nei boschi o di ritorno da qualche cima".

Laboratorio del Risveglio