La civetta nana, piccola ma vorace predatrice notturna

Dall'aria simpatica e sorniona, in virtù delle sue dimensioni molto contenute e delle sopracciglia chiare che ornano i suoi occhi gialli darndole un'aura di saggezza, la civetta nana è un rapace notturno che, nonostante le piccole proporzioni, è assai vorace e coraggioso.

Diffusa in quasi tutta l'Eurasia, è il più piccolo rapace notturno europeo, ed in Italia nidifica nei boschi di conifere delle Alpi fino ad un'altitudine di circa 2 mila metri. Solo d'inverno scende a quote inferiori.

Pesa pochissimo, tra i 50 e gli 80 grammi (le femmine sono un po' più grandi dei maschi), per una lunghezza di 17 cm. La sua apertura alare raggiunge a malapena i 35 centimetri. Il suo nome scientifico è Glaucidium passerinum (Glaux in greco vuol dire civetta) ed in effetti la sua dimensione è di poco superiore a quella di un passero.

Molto simile alla civetta comune, la civetta nana ha un becco leggermente più grande, i cerchi facciali meno distinti, la coda più lunga ed un piumaggio, uguale per maschi e femmine, che nella parte superiore del corpo è grigio rossiccio con macchie bianche tonde, mentre nella parte inferiore è bianco con macchie longitudinali. Le penne della coda sono brunastre rossicce, attraversate da fasce trasversali di colore bianco. In genere, vive fino a 7 anni.

Abitualmente la civetta nana occupa il nido di altri animali, in particolar modo nidifica all'interno delle cavità abbandonate dai picchi, dove ha anche l'abitudine di nascondere le prede. È infatti una abile cacciatrice, grazie all'udito e alla vista molto sviluppati, e si nutre di altri uccelli e di piccoli mammiferi.

Durante il giorno è osservabile in posizione di stazionamento, sui rami superiori delle conifere, mentre è attiva la notte e, talvolta, alle prime ore del giorno o al crepuscolo. Il suono emesso dalla civetta nana è un fischio ripetuto, che in primavera si può udire distintamente prima dell’alba.

Civetta nana su un ramo di conifera (Dante Alpe)

Le dimensioni contenute agevolano le sue manovre aeree: con le ali corte e la coda impiegata in modalità timone, può catturare in volo le sue prede. Talvolta però finisce lei stessa vittima dei rapaci di dimensioni maggiori, quali gufi reali, allocchi e poiane. In sua difesa è dotata di due occhi finti, i cosidetti eyes spot presenti sulla sua nuca, che servono per ingannare il predatore.

Nidifica in primavera inoltrata: marzo-maggio, quando il maschio attira la femmina nel suo territorio, indicandole le cavità adatte per nidificare ed offrendole del cibo. Le femmine depongono dalle 3 alle 5 uova, che provvederanno a covare per un mese, mentre il maschio si occuperà della caccia.

I piccoli rapaci alla nascita sono ciechi ed inetti, totalmente dipendenti dalla mamma. Sono dei batuffoli di piuma molto scuri, colore che consente loro di mimetizzarsi nel buio della foresta. Usciranno dal nido dopo tre settimane, ma saranno in grado di volare solo dopo ulteriori 10 giorni. I genitori continueranno a nutrirli ancora per circa un mese, fino a che non saranno in grado di cacciare autonomamente.

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Lo sguardo immobile della civetta può ingannare, facendo pensare a doti di meditazione: in realtà dipende dal fatto che non ha la possibilità di ruotare gli occhi all’interno dell’orbita. A ciò sopperisce con il capo, che riesce a girare su se stesso di circa 270 gradi.

La civetta ha un’ottima vista diurna e di notte la sua retina le consente di vedere anche nella luce più fioca, con una percezione visiva superiore anche cento volte a quella umana.

Affascinante e tenebrosa, la civetta nana durante il volo è anche molto silenziosa. Infatti, a differenza degli altri uccelli che librandosi fanno rumore, perché l’aria attraversa le loro penne producendo un suono caratteristico, ciò non accade con gufi e civette, le cui penne morbide e ricoperte di lanuggine rimangono silenziose quando sono attraversate dal vento.

 

Nelle immagini la civetta nana fotografata nei boschi della Valle di Susa da Dante Alpe

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