La salamandra: non sputa veleno né resiste al fuoco. A Chianocco una pozza per agevolarne la riproduzione

Nell’area protetta dell’Orrido di Chianocco è stata realizza una piccola pozza con acqua corrente nella speranza di agevolare la riproduzione degli anfibi, ed in particolare delle salamandre. La piccola area di raccolta acqua corrente, che ha una profondità massima di 30 centimetri, è stata realizzata lungo il Rio Prebec, sul territorio di Chianocco, all'interno del Sito Natura 2000 "Oasi Xerotermiche della Val di Susa - Orrido di Chianocco" gestito dai Parchi Alpi Cozie.

La salamandra pezzata (Salamandra salamandra) è un anfibio comune in Piemonte. Facilmente riconoscibile per la sua colorazione nera con vistose macchie gialle, raggiunge i 15–20 cm di lunghezza totale (coda compresa). La pelle, liscia e lucente, è cosparsa di piccole ghiandole secernenti il muco che ricopre l'animale, che ha una funzione battericida, riduce la disidratazione e ha un gusto repellente per gli eventuali predatori.

La salamandra frequenta ambienti boscati freschi e umidi attraversati da piccoli corsi d'acqua, fondamentali per la riproduzione. Si tratta di un anfibio prevalentemente notturno, che appare durante il giorno solo in occasione di forti piogge.

Di abitudini sedentarie, questi animali rimangono assai fedeli ai loro rifugi dove, pur non andando in letargo, si rifugiano in inverno. Nelle nostre zone sono attivi soprattutto durante i mesi autunnali e primaverili.

Salamandra

La vivace colorazione gialla e nera degli individui che hanno completato la metamorfosi ha generato leggende e dicerie su questo animale, in passato ritenuto in grado di sputare veleno, macchiare le mani, resistere al fuoco e addirittura di non essere altro che una delle tante forme che può assumere una strega. Nella realtà il suo aspetto avverte i predatori della presenza di una particolare difesa: una sostanza disgustosa presente nelle ghiandole del dorso.

La Salamandra è infatti assolutamente innocua per l'uomo; l'unica precauzione da prendere è quella di non toccarsi gli occhi dopo averla presa in mano, in quanto il muco potrebbe causare irritazioni.

Questa specie fa parte di una classe di animali, gli anfibi, considerata tra le maggiormente minacciate: ad oggi il 40% delle specie a livello globale è ritenuto a rischio, per la particolare sensibilità alle alterazioni ambientali. Inoltre, la loro pelle sottile e permeabile assorbe velocemente le sostanze inquinanti.

Fortunatamente la salamandra pezzata non è (al momento) da considerarsi in pericolo” afferma Luca Anselmo, biologo e guida ambientale escursionistica, uno degli artefici del progetto. Tuttavia – prosegue Anselmo - come rilevato nei monitoraggi effettuati nell'area protetta, i siti riproduttivi scarseggiano in alcune zone, per via delle caratteristiche dei corsi d'acqua esistenti. Questi, pur essendo di acqua pulita, presentano pochi tratti idonei ai parti delle femmine, che ricercano piccole pozze con scorrimento lento, poco profonde ma ben ossigenate.

Per questo motivo è stato deciso di realizzare artificialmente una piccola depressione del terreno, con superficie di 2 metri quadrati e poco profonda, nei pressi di un corso d'acqua lungo il quale sono stati osservati soli individui di grandi dimensioni, probabilmente di età considerevole. L'obiettivo è quindi di aiutare queste salamandre a riprodursi, nella speranza di vedere tra qualche tempo una popolazione "ringiovanita", in grado di garantire la sua presenza in futuro nell'area dell'intervento”.

Non resta quindi che incrociare le dita e seguire gli sviluppi.

La pozza di Chianocco

La pozza per la riproduzione degli anfibi, nei pressi del rio Prebec.

Luca Anselmo

Luca Anselmo.

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