"Non date pane agli animali selvatici", l'appello dei guardiaparco

Il pane è un alimento adatto ad una dieta equilibrata, purchè si tratti di alimentazione umana e non animale. Dare del pane ad un animale selvatico è infatti abitudine piuttosto diffusa e fortemente nociva; quello che può sembrare un gesto affettuoso per aiutare la sopravvivenza della bestiola la espone invece ad una serie di rischi non indifferenti. Una pratica scorretta, che in alcun casi può anche essere letale.

"Tempo fa – ci dice Valentina Mangini, guardiaparco in servizio presso i Parchi Alpi Cozie – abbiamo trovato un cigno morto a causa di un'occlusione intestinale provocata dall'ingestione di pane raffermo. Le anatre che si cibano di pane si impigriscono, non vanno più a cercare le pietruzze che di solito ingeriscono per ripulire il loro apparato digerente, oltre a deporre uova con guscio molle che compromette la riproduzione.

Sono almeno 30 anni che cerco di sensibilizzare le persone su questo tema, andando anche nelle scuole a parlarne con i ragazzi. Tempo sprecato, perchè assistiamo sempre più spesso a questo gesto scellerato, che si verifica anche in montagna, dove spesso il pane viene sparso per fare foto ai selvatici che se ne cibano o per cacciare i cinghiali.

Ma sono le rive dei nostri laghi, specie nei fine settimana, ad essere piene di persone che si portano da casa il pane secco da dare agli animali, con conseguenze disastrose per la fauna ma anche per l'ambiente, perchè il pane sparpagliato fa disordine e attira i ratti di fogna, facendo assumere al luogo un aspetto indecoroso".

Anatra e cigno

 

Perchè il pane fa male?

La risposta a questa domanda assume molte sfaccettature differenti. Innanzitutto, il pane sbilancia la dieta di oche, anatre e cigni provocando malnutrizione. Inducendo un grande senso di sazietà, fa sì che gli animali non si nutrano più di proteine, minerali e vitamine naturalmente presenti nella loro alimentazione, condannandoli a patologie che possono essere letali.

Uno dei problemi legati all’eccesso di pane dato agli uccelli acquatici che vivono nei parchi e nei canali è che il pane non mangiato può finire per inquinare gli specchi e i corsi d’acqua. I residui di pane che di conseguenza vediamo galleggiare in acqua inquinano l'habitat, favoriscono la crescita di alghe e la diffusione dei ratti.

Una bella iniziativa di un'area protetta a Cagliari: al parco di Monte Urpinu, per impedire ai visitatori di dare il pane agli animali perché è pericoloso, ci sono le cassettine contenenti il cibo adatto per le paperelle e tutti lo possono prendere gratuitamente

Una bella iniziativa di un'area protetta a Cagliari: al parco di Monte Urpinu, per impedire ai visitatori di dare il pane agli animali ci sono le cassettine contenenti il cibo adatto per le anatre, e tutti lo possono prendere gratuitamente (Martina via Twitter).

 

Non va poi dimenticato che gli animali selvatici percepiscono questo atteggiamento di nutrizione da parte dell'uomo come segno amichevole. Oltre a perdere l'abitudine di procacciarsi il cibo, come sarebbe nella loro natura, abbassano le difese nei confronti della specie umana, facilitando in tal modo il lavoro dei bracconieri, che non aspettano altro.

Prendendo confidenza con il genere umano, vengono inevitabilmente a crearsi problemi di convivenza. Una volpe abituata ad avvicinarsi agli spazi urbani per nutrirsi di cibo lasciato dagli umani lo farà anche d'inverno e se non troverà nulla di più comodo, seguendo il suo istinto cacciatore andrà a predare nei pollai oppure a rovistare nell'immondizia, spargendone a terra grandi quantità.

A quel punto l'animale, fino a quel momento ritenuto tanto carino da immortalare in foto e mostrare ai bambini mentre si ciba dal piatto di plastica con i residui di cibo, diventerà improvvisamente un nemico da affrontare. Lo scambio di cibo da persone a animali selvatici contribuisce inoltre alla diffusione di malattie, perché gli anticorpi che ciascun organismo sviluppa sono differenti.

 

Attenzione anche alle sanzioni

Se tutte queste avvisaglie non vi avessero convinti a trasformare il pane raffermo in pangrattato o riciclarlo in ricette culinarie anzichè spargerlo in giro, sappiate che c'è un modo più incisivo per farvi desistere dal darlo agli animali: le sanzioni.

Talvolta, se le raccomandazioni non bastano, l'unica arma deterrente consiste nel far mettere mano al portafoglio. E incappare in una sanzione non è affatto difficile, oltre che piuttosto dispendioso: le multe possono arrivare fino a 1000 euro.

Perchè rischiare? In fondo lo dice l'aggettivo stesso: selvatico, derivante da selva, significa animale che vive in libertà. Lasciamolo quindi libero, senza costrizioni dettate dalla voglia di un selfie che ci renderà popolari sui social. Che si tratti di cigni, anatre, oche, volpi, tassi o altre specie, per dimostrare amore non serve un tozzo di pane. Basta rispettare la loro natura.

Gabbiano

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