Compie 25 anni il Valsusa Filmfest, rassegna cinematografica resistente

Si chiama Unkatahe ed è un simbolo che gli abitanti della Valle di Susa, ma non solo, hanno iniziato a conoscere 25 anni fa. È il logo che caratterizza il Valsusa Filmfest, disegnato dal regista Armando Ceste.

Frutto dell’unione tra un animale ed una pellicola cinematografica, Unkatahe prende il nome di una divinità sacra agli indiani del Nord America, ritenuta in grado di proteggere dagli spiriti maligni. Il legame è presto spiegato: la popolazione della valle di Susa punta a non subire il trattamento riservato alle tribù indiane, confinate in riserve, ma a mostrarsi al pubblico grazie a spettacoli, racconti, pubblicazioni, filmati che spieghino il territorio e le sue figure, portando avanti la memoria storica e la difesa e il rispetto per l’ambiente.

Logo Valsusa filmfest

Il Valsusa Filmfest si impegna sui temi sociali ma rappresenta anche la socialità: elemento caratterizzante del territorio valligiano, pur avendo compiuto 25 anni ha mantenuto l’entusiasmo che ne caratterizzava gli esordi e continua a richiamare ad ogni edizione un pubblico partecipe ed entusiasta.
 

 Nato da un gruppo di amici innamorati del territorio 

Il Valsusa Filmfest è un progetto collettivo nato a metà degli anni ‘90 dall’idea di un gruppo di amici appassionati di cinema, un team intenzionato a promuovere l’ambiente quotidiano valorizzandone gli aspetti storici e culturali, raccontandone le modifiche politiche, sociali e economiche.

Gli ideatori scelsero di farlo utilizzando le voci delle generazioni di ieri e di oggi ed usando come strumento il linguaggio cinematografico.

La genesi del progetto affonda le radici nel 1995: in occasione del cinquantesimo anniversario della Resistenza il regista Armando Ceste aveva realizzato, con un gruppo di collaboratori, un documentario intitolato “Mai tardi: la Resistenza in Val di Susa”.

Il filmato, della durata di un’ora circa, raccoglieva le testimonianze di importanti protagonisti della storia partigiana; ricco di interviste e focus storici, venne presentato al cinema di Condove nell’aprile del 1996 e successivamente in altre occasioni in valle di Susa.

Proprio durante una di queste proiezioni Armando Ceste e Carla Gobetti, presidente e fondatrice del Centro Studi Piero Gobetti, iniziarono a discutere di uno strumento per avvicinare anche i giovani a tali tematiche: fu coinvolta Chiara Sasso che interessò a sua volta Bruno Carli, infaticabile testimone della memoria partigiana.

Nacque così, nel 1997, una rete di collaborazioni che coinvolse singoli ed associazioni, tra cui il Gruppo 33 di Condove, team di appassionati cinefili, e il Comitato Habitat della valle di Susa, connotato da una spiccata sensibilità ambientale. I giochi erano fatti: la rassegna partì e divenne in breve tempo un punto di riferimento per il territorio.

Dal palco alla platea, negli anni al Valsusa Filmfest è transitata una grossa fetta di popolazione: registi, scrittori, cantautori, alpinisti e gente comune. Comprese le scuole del territorio, dimostratesi sempre molto partecipi e propositive.
 

Il concorso e gli eventi collaterali

Il centro del Valsusa Filmfest, contraddistinto da un variegato calendario di spettacoli teatrali, musicali, proiezioni, rassegne fotografiche, è il concorso, articolato nelle ultime edizioni in ben 5 sezioni: Cortometraggi, Workshop Laboratorio Valsusa, Fare Memoria, Videoclip e Le Alpi. Divenuto virtuale nel 2020 e poi sospeso nel 2021 a causa della pandemia, il concorso ha visto negli anni una grande la partecipazione sia di scuole che di filmmaker, che si sino sfidati a colpi di cortometraggi e videoclip.

Ogni anno il Valsusa Filmfest ha una figura ospite: numerosi i nomi di spicco avvicendatisi negli anni, valgano ad esempio Valerio Mastandrea, Niccolò Bongiorno, Gabriele Salvatores, Michele Riondino, Enrico Lo Verso.

Ad ogni edizione il Valsusa Filmfest onora la figura del suo Presidente Bruno Carli, scomparso nel 2002, assegnando l’omonimo premio ad esponenti di realtà distintisi per l’impegno nella difesa dei diritti e dell’ambiente.

Tra i vari eventi che accompagnano il festival, va ricordato “Cinema in verticale”, anteprima della rassegna vera e propria nata nel 1999, che rappresenta una parentesi dedicata al cinema, alla cultura e agli sport di montagna. Con una serie di appuntamenti itineranti focalizza l’attenzione sulla montagna, chiamando in cattedra nomi noti del panorama alpinistico, anche in virtù di una rodata collaborazione con il  Trento Film Festival.  

Tra i più recenti progetti del Valsusa Filmfest figura il documentario “Noi siamo i figli della Monce”, che ripercorre la storia delle Officine Moncenisio di Condove, ma nel frattempo sono stati avviati anche workshop e incontri con protagonisti del cinema italiano.

Noi siamo i figli della Monce

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Io dico che il Valsusa Filmfest si regge sulle quattro gambe che gli hanno dato vita – precisa l’attuale Presidente Andrea Galliquella della memoria storica, che in valle ha il volto dell’Anpi, quella ambientale, retta dal Comitato Habitat e dai No Tav, quella cinefila, che a Condove è rappresentata dal Gruppo 33 e quella degli amministratori locali, che sono sempre stati e ancora sono un valido supporto.

Ricordo il prezioso contributo di Luciano Frigieri, Gigi Giuliano, Giuseppina Canuto e degli allora giovani consiglieri di Bardonecchia delegati alla cultura, Roberto Canu e Francesco Avato, senza i quali non saremmo arrivati fino a qui. Speriamo di poter tornare alla normalità operativa quanto prima, con una rassegna fluida che ci permetta di valorizzare tutte le nostre peculiarità”.

 

Le iniziative della 25ma edizione

Dal 24 al 27 giugno si è svolto “Professione cinema”, una iniziativa che ha proposto workshop e incontri con importanti protagonisti del cinema italiano: Marco Ponti, Sara D’Amario, Fredo Valla, Gaetano Renda, Dagmawy Yimer e Gioacchino Criaco.

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Consapevole dell’importanza delle donne nella società, il Valsusa Filmfest per l’estate 2021 ha allestito la mostra fotografica Donne Forti. Racconto per immagini, le allevatrici ricordano Agitù, l’allevatrice etiope che aveva portato avanti importanti progetti in Trentino, uccisa nella sua azienda per mano di un collaboratore.

La mostra itinerante, una raccolta di immagini fotografiche che vede protagoniste le margare delle nostre valli, da Bardonecchia farà tappa a Bussoleno per concludersi ad ottobre a Condove.

Donne Forti

Le iniziative sono molteplici e soprattutto dislocate su più ambiti, dai dibattiti agli incontri, coinvolgono le scuole e permettono di incontrare cantautori, registi, scrittori; per essere informati sulle varie iniziative sono a disposizione il sito internet e la pagina Facebook.

Il Valsusa Filmfest è un presidio culturale animato dal volontariato, che dal 2015 ha proposto la sottoscrizione “Io sto con il Valsusa Filmfest”. Cui può aderire chiunque sia interessato a sostenere un progetto di valorizzazione e visibilità della valle, garantito anche da quell’insolito logo nero che simboleggia la difesa della propria tipicità.

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