Il tempo e la luce: tre fotografi d'eccezione "stregati" dalla Sacra di San Michele

Come dice il grande critico John Berger “ciò che rende la fotografia una strana invenzione è che le sue materie prime principali sono la luce e il tempo”, e chi è appassionato di fotografia sa quanto questi elementi siano di fondamentale importanza per ottenere un buon risultato.

Il fotografo non deve mai avere fretta. Può azzeccare a volte per caso il momento giusto, oppure trascorrere ore ed ore a cercare l'angolazione migliore e l'esposizione ottimale per ottenere lo scatto perfetto. E magari, a volte, non riuscirci.

Tanta fatica e tanta passione sono racchiuse dietro gli obbiettivi di Franco Borrelli, Valerio Minato ed Elio Pallard, che da venerdì 28 giugno saranno protagonisti della mostra fotografica intitolata appunto "Il tempo e la luce", allestita presso la foresteria della Sacra di San Michele. Dove il tempo, in questo caso, rappresenta anche la storia millenaria dell’abbazia protagonista degli scatti.

I tre artisti, ben conosciuti da chi segue il Laboratorio Valsusa, che frequentemente utilizza le loro bellissime immagini come #fotodelgiorno, hanno focalizzato l'attenzione sul territorio, sulla natura e sulla presenza mistica dell’abbazia. Ne risultano una trentina di splendide immagini di grande formato dedicate alle nostre valli, con qualche breve escursione torinese. La protagonista però è ovviamente la Sacra, immortalata tra le brume mattutine o di notte, sotto il sole splendente o nei giorni di pioggia, sovrastata dalle nuvole o in compagnia della luna.

Cambia la scenografia, differisce la luce, mutano i contrasti, e il risultato rimane sempre strepitoso. Ma chi sono questi tre fotografi “stregati” dalla Sacra?

Messa alla Sacra (Franco Borrelli)

Franco Borrelli, torinese ma residente da anni ad Almese, affianca l’attività professionale alla ricerca artistica, intrecciando molteplici ambiti professionali. Ha realizzato mostre itineranti a livello nazionale (tra le quali “Insecta XXL” e “From Inside”, con cui vinse il premio “Confini09”), ed è autore di numerosi libri fotografici, che spesso hanno per protagonista proprio la Sacra. Per lui l’abbazia è stata una sorta di visione mistica: “La Sacra è un gigante. Un gigante mentre lo raggiungi e lo vedi sospeso, lì, in punta alla strada. Un gigante nell’immaginario che custodisce tra le sue rocce. Un gigante silenzioso che conserva, sempre, in ogni stagione come in ogni ora del giorno, un mistero che in qualche modo è dentro di noi”.

 

Il Monviso e la Sacra (Valerio Minato)

Valerio Minato, fotografo torinese freelance, ha 37 anni e la sua fama deriva principalmente dal web, dove vanta decine di migliaia di fan su Facebook, Instagram e Twitter. Fotografo paesaggista, produce e vende le stampe delle sue immagini, e ogni anno realizza un seguitissimo calendario della città di Torino, con immagini scelte on line dai suoi followers. "Siamo partiti dal titolo della mostra – spiega – poi abbiamo scelto gli scatti, una decina a testa. Abbiamo pensato a due parole che legassero un tema prettamente fotografico ad un contesto più ampio. Il tempo è quindi inteso come condizione meteo ma anche come epoca storica. E la luce fa da legame, ed è ciò che crea la fotografia".

 

La Sacra e l'eclissi (Elio Pallard)

Elio Pallard, di Giaveno, ha iniziato a scattare negli anni ‘70 utilizzando pellicole b/n e diapositive a colori, una “passione giovanile” che ha ripreso impulso nel 2004 grazie alla fotografia digitale. La sua fotografia La Sacra ammantata dalla neve è stata scelta da Wikimedia Foundation come seconda classificata al concorso mondiale Wiki Loves Monuments 2015 (considerato il più grande concorso fotografico del mondo). “Oltre che di fotografia mi interesso di studio e documentazione dell’arte romanica, e faccio parte dell’associazione “Volontari della Sacra”. Ho sempre cercato di descrivere come i segni della natura, del tempo e dell’uomo si possano fondere, e possano aiutare a creare un’impressione della Sacra reale e “mistica” allo stesso tempo”.

 

Questa Mostra ha avuto il merito di fungere da collante tra i tre, che si conoscevano "di fama" ma non personalmente. "Conoscevo Pallard tramite i social – racconta Minato – e lo seguivo. Per puro caso, circa un anno e mezzo fa, ci siamo trovati entrambi alla Sacra a scattare foto e l'amicizia da virtuale è diventata reale. Borrelli invece l'ho incontrato dopo la proposta di Pallard di allestire la mostra. Sono onorato di lavorare e vivere con loro l'emozione della mia prima esposizione alla Sacra".

Il tempo e la luce sono quindi diventati, nelle mani dei tre fotografi, uno strumento in grado di fermare attimi che altrimenti sarebbero scomparsi, e di accendere l’entusiasmo negli occhi di chi visiterà l'allestimento. L’inaugurazione è in programma venerdì 28 giugno alle ore 19 e la mostra sarà aperta al pubblico fino al prossimo 1 settembre (ore 9.30/12.30 – 14.30/18).

La collettiva ricorda inoltre Alberto Miserendino, di cui ospita quattro stampe. Fotografo ed appassionato di montagna, giavenese, morì il 6 gennaio scorso a soli 22 anni sulla Cima Cristalliera, sul massiccio dell'Orsiera-Rocciavré.

Il tempo e la luce

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