La Susa-Moncenisio, gara automobilistica che risale al 1902

La Susa-Moncenisio, classica dello Slalom, il 28 e 29 maggio 2022 richiamerà a Susa piloti ed appassionati per una gara che ha scritto pagine memorabili della storia dell'automobilismo sportivo. La gara vedrà i migliori e più spettacolari interpreti dello Slalom impegnati sui quattro chilometri che dall’antica città romana e medioevale salgono, lungo la statale 25, verso il Moncenisio, ripercorrendo una parte dei 22,5 chilometri della versione originale che si correva tra Italia e Francia.

Attesi al via della prima delle tre manches cronometrate i migliori interpreti della specialità, che proveranno a scrivere il proprio nome nel “Libro d'Oro” della corsa. Il primo è stato Vincenzo Lancia su Fiat HP 24; l'ultimo, nella inusuale versione "in pista", sul circuito del Centro di Guida Sicura MotorOasi Piemonte di Susa, Paolo Cornelli su Formula Gloria C8.

Info e albo d’oro della manifestazione: Supergara, La Susa-Moncenisio

Il 18 e 19 giugno, a centoventi anni dalla prima edizione, il Veteran Car Club Torino proporrà una Rievocazione storica; non più gara di velocità in salita ma spettacolare passeggiata turistica culturale inserita a calendario Asi, a cui parteciperanno una settantina di auto ed una decina di moto storiche.

Info: “Corsa di Gran Salita Susa-Moncenisio”, Rievocazione storica

Nuccio Bertone alla Susa-Moncenisio
 

Una corsa che risale al 1902

La Susa-Moncenisio è la corsa automobilistica più antica d’Italia: la prima edizione, promossa dal giornale “La Stampa Sportiva”, con il patrocinio di S.A.R. il Duca di Genova e della principessa Maria Letizia di Savoia Napoleone, Duchessa d’Aosta, risale infatti al 27 luglio 1902.

Ecco come Giogio Jannon, nel suo libro “Cronache di Ieri”, racconta le prime edizioni della corsa:

Quella domenica un’animazione insolita serpeggiava nella cittadina valsusina: “impazienti e sbuffanti” le velocissime automobili erano allineate alla partenza, pronte a dar vita alla prima “Grande gara automobilistica di salita Susa-Moncenisio”. I concorrenti erano stati suddivisi in due categorie: quella di “velocità” e quella per “turisti”, e si sarebbero sfidati lungo il percorso ufficiale di 23 chilometri.

La “coppa Principe Amedeo” fu vinta da Vincenzo Lancia alla guida di una Fiat 24 HP, che aveva stabilito il record di velocità percorrendo la distanza in 30 minuti e 10 secondi, staccando di 52 secondi la Peugeot di Renaux e di un minuto e 23 secondi la Fiat 12 HP di Sorero.

Gli automobilisti, scrissero le cronache, fecero ritorno a Susa nel pomeriggio,”carichi di gloria e di polvere...”, e all’albergo del Sole un buon numero di loro potè gustare lo champagne offerto dall’avvocato Richard.

L’edizione del 1903, sospesa a causa di una proibizione prefettizia, fu effettuata ugualmente con un “escamotage”: non venne classificata infatti come “corsa” bensì come “gita”, sullo stesso percorso, e con la definizione di “esperimento di salita a velocità regolamentare per macchine automotrici”.

Fu sulla corsa del 1904 che gli organizzatori puntarono per il decollo definitivo della manifestazione, anche in ambito internazionale. “Hanno promesso il loro intervento parecchie case estere e nazionali con numerose vetture fra cui figureranno pure i mostri d’acciaio che fra qualche giorno si disputeranno ad Homburg la famosa Gordon Bennet”, venne comunicato.

Una delle prime edizioni della Susa-Moncenisio (foto dal gruppo Susa-Moncenisio 1902)

Una delle prime edizioni della Susa-Moncenisio (foto dal gruppo Susa-Moncenisio 1902).

 

La partenza della “Gara internazionale automobilistica” sarebbe stata data all’inizio della strada nazionale. Il mattino della domenica del 10 luglio erano già tutti pronti, il cronometrista ufficiale con i suoi strumenti e i concorrenti con i loro motori che stavano riscaldando. Alla piombatura e al controllo delle macchine presenziava il cavalier Agnelli. Si era atteso anche il Re, ma al suo posto erano arrivate a Susa la Regina Madre e la principessa Letizia con relativo seguito.

Il segnale d’inizio venne dato alle 8 e 30. Partì la Rochet-Schneider, e poi con cinque minuti d’intervallo la Pahard-Levasser, di proprietà Florio e condotta da Felice Nazzaro, e infine anche le Fiat 75 HP guidate da Alessandro Cagno, Weillschott, Lancia e Storero.

La classifica della prima categoria vide ancora vincitore Vincenzo Lancia, col tempo record di 22 minuti e 24 secondi, seguito da Nazzaro, Cagno, Vitalis e Storero. Un’altra Fiat, 60 HP, vinse la categoria “turisti”, mentre una vettura non munita di parafanghi venne squalificata.

Gli industriali valsusini Ruffinoni di Susa e Ferro di Bussoleno, fecero registrare il tempo di 47 minuti e 38 minuti, rispettivamente con una Fiat a 16 cavalli e una Schneider di 24 cavalli.

La consacrazione della manifestazione, come gara da collocarsi ai primi posti in Europa nelle prove di salita, era dunque avvenuta e si aspettavano con soddisfazione le edizioni future. Il giorno della corsa del 1905, il 16 luglio, fu funestato però da un mortale incidente sul tratto di strada Torino-Rivoli. Un’automobile Rapid, sterzando, aveva urtato contro un paracarro e preso fuoco.

La gara si svolse ugualmente e vinse Nazzaro, passato alla Fiat, su una vettura 100 HP-Michelin, impiegando 19 minuti a percorrere la salita che dopo 23 chilometri terminava alla Gran Croce, e portandosi così a casa la coppa e il premio in denaro di 2.000 lire. I concorrenti erano stati 44 tra automobili e motociclette.

La Regina Madre era giunta quell’anno con il “nuovo automobile Sparviero”, mentre il Duca di Genova si era presentato con una Fiat, la fabbrica torinese che continuava a mietere successi anche sugli avversari stranieri.

Ancora una volta però, a sorpresa, nel 1906 la corsa venne sospesa dalla direzione dell’Automobile Club di Torino a causa delle difficoltà incontrate nella preparazione della strada e quindi nell’organizzazione dei servizi. Non rimaneva che dare appuntamento ai “valorosi automobilisti infallantemente un altr’anno alle scale del Moncenisio” 1.

La gara però sarebbe ritornata solo nel 1914, per interrompersi nuovamente a causa della guerra e riprendere nuovamente nel 1920.

La Susa-Moncenisio in un Giornale del 21 luglio 1937.

 

L’ultima edizione sul percorso “classico” di 23 chilometri si disputò nel 1953 e fu vinta da Willy Daetwyler su Alfa Romeo 4500. Lo svizzero non ebbe rivali, alla guida di una monoposto simile a quelle utilizzate da Nino Farina e Juan Manuel Fangio nel mondiale di Formula 1, portando il record della corsa a 13’ 51” 8, alla media di 95,647 km/h.

Dopo una lunga interruzione la corsa ritornò nel 1986 con le due formule Velocità in salita, vinta da Giuseppe Tambone su Osella, e Slalom, vinta da Giampiero Comello su Dallara. Dal 2009 resta solo la gara di Slalom, nelle due categorie auto e auto storiche.


1 G. Jannon, “Cronache di ieri. I “tempi moderni” nelle Valli di Susa e Sangone, 1887-1909”, Editrice Morra, Condove 1996.

Susa-Moncenisio 2022

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