A "caccia" di erbe e fiori sul sentiero di Case Trucco a Bussoleno

Vi accompagno sul sentiero che passa sopra Case Trucco di Bussoleno, in alto tra le rocce. Si tratta di una camminata in un ambiente molto selvaggio, che offre varie occasioni per fare fotografie. Le foto che vi propongo sono tante, come pure le informazioni. Attenzione però: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari li ho inseriti a mero scopo informativo, declino pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Sentiero

Il sentiero, indicato anche sulla cartina 1:25.000, si diparte alla quota di circa 1.250 metri da quello “ripido” per la Fugera per arrivare in fondo ai prati di Cà Teissard, pressoché alla stessa quota. Non è un sentiero “difficile” ma, essendo pochissimo frequentato, è facile perderlo; inoltre è parecchio ingombro di ramaglie che stanno cadendo dopo l’incendio degli anni scorsi.

Erba limona o Bocca di lupo (Melittis melissophyllum)

Erba limona o Bocca di lupo (Melittis melissophyllum). È una piccola pianta erbacea perenne dai graziosi fiori labiati. Per il suo contenuto di cumarina è considerata pianta purificante del sangue, astringente, diuretica e sedativa. Le foglie fresche o essiccate all’ombra, sono usate per preparare un te aromatico, con azione digestiva dopo pasti e sedativa degli spasmi duodenali. Unita all’Achillea e alla Primula è un buon sonnifero. Facilita le mestruazioni e allevia i dolori che le accompagnano. Viene anche usata in applicazioni esterne per la cicatrizzazione ferite e per alleviare i dolori di contusioni ed infiammazioni.

Sigillo di Salomone (Polygonatum multiflorum)

Sigillo di Salomone (Polygonatum multiflorum), bel fiore ma tossico… anche se in alcune parti dell’Italia ne consumano i germogli.

Tragopogon porrifolius, il fiore del Barbabuc o Scorza bianca

Tragopogon porrifolius, il fiore del Barbabuc o Scorza bianca. I fiori di questa pianta erbacea biennale in questa zona sono gialli, ma sono più comuni quelli violetti. La giovane rosetta basale del primo anno viene utilizzata cotta e condita insieme ad altre erbe, oppure fa parte di insalate miste. La radice, da sempre, viene consumata in besciamella o in pinzimonio.

Vincetossico

Farfallina azzurra posata su Vincetossico (Vincetotoxicum hirundinaria o Cynanchum vincetoximum). Contiene la vincetossina, molto velenosa: é pianta officinale ma non per preparazioni domestiche

Viburnum lantana.

Viburnum lantana. Specie officinale tossica, è un importante rimedio gemmoterapico dell'asma allergica (la gemmoterapia è quella branca della fitoterapia che utilizza parti fresche vegetali). L'infusione delle infiorescenze è antinfiammatoria, l'infusione di foglie e ramoscelli giovani serve a preparare compresse da applicare su duroni, ulcere e foruncoli delle gambe. Utile anche per rinforzare le gengive e contro le piccole emorragie. I getti giovanili, molto flessibili, venivano impiegati come materiale da intreccio in sostituzione del salice, sia come legacci che per intrecciare cesti. I frutti maturi sono un'importante fonte alimentare per l'avifauna.

Vanessa delle ortiche (Aglais urticae)

Vanessa delle ortiche (Aglais urticae). Il nome Aglais è un omaggio ad Aglaia, una delle tre Cariti (per i Romani le tre Grazie), quella della bellezza sfolgorante, dello splendore. Il termine "urticae" fa riferimento alla principale pianta ospite dei bruchi di questa farfalla: l'Urtica dioica. Per cause non ancora ben chiarite, negli anni 2000 la Vanessa è scomparsa da quasi tutto il suo areale in Europa occidentale.

Dictamnus albus

Una pianta protetta, uno dei più bei fiori delle nostre montagne: Dictamnus albus (Dittamo, Frassinella, Limonella). Pianta perenne, alta 60 - 120 cm, contiene essenze volatili molto aromatiche e se viene strofinata emana un forte odore simile al limone. È una pianta officinale, ma essendo protetta non la si deve raccogliere!

Dictamnus albus boccioli

I boccioli del Dictamnus albus (sopra al titolo un particolare del fiore)

Helianthemum apenninum

Helianthemum apenninum, un fiore che ama i terreni calcarei con buona esposizione. Il nome del genere deriva dalle parole greche helios = sole e anthos = fiore, per la forma del fiore o anche, secondo altri, perché dura un solo giorno, o perché si apre soltanto con il sole.

Globularia repens

Questo fiore si chiama Globularia repens, sapete perchè? In questo caso repens non vuol dire repellente ma deriva dal latino "répo" = io striscio: strisciante!

Fiordaliso ovoide

Di questa meraviglia della zona ho già accennato in altre occasioni: si tratta del Rhaponticum coniferum (Leuzea conifera, Centaurea conifera o Fiordaliso ovoide). Pianta erbacea perenne, alta 5-15 cm, raramente 30 cm. Capolino unico (3x4 cm e più) all'apice del fusto, ad involucro piriforme, quasi a forma di pigna, con squame in molte serie, allargate all'apice in appendici assai membranose, glabre, embriciate, lucenti, bruno-ferruginee.

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Fioritura: maggio-luglio. I fiori, insignificanti, sono roseo porporini o biancastri e fuoriescono appena dal grosso involucro ovoide. Cresce su prati aridi e assolati, boschi pietrosi, pendii rupestri da 0 a 1000 m. E una pianta molto rara e molto antica, che ama i terreni ricchi di calcio.

Scotano

Cotinus coggygria conosciuto comunemente come Scotano o Albero di nebbia. L’incendio l’aveva completamente distrutto ma le sue ceppaie hanno cacciato polloni che dopo due anni hanno ricolonizzato tutta la zona. Arbusto alto 2 - 5 m di altezza, con foglie rotondeggianti, lungamente picciolate che in autunno assumono colori rossi brillanti. I fiori sono giallastri raccolti in pannocchie piramidali aperte e ramose. Predilige i pendii rocciosi e aridi. I rami giovani sono usati per conciare le pelli, la corteccia per tingere. È una pianta velenosa.

Vescicaria

Vescicaria (Colutea arborescens). Arbusto alto 1 - 4 m, il frutto, un legume lungo 7 - 8 cm, si presenta rigonfio con aspetto turgido e membranoso, simile a una vescica che a maturità pende dai rami.

Stipa pennata

Stipa eriocaulis o Stipa pennata, I piumèt per noi valsusini. L'etimologia del nome deriva da una parola greca il cui significato è "stoppa, lino, fibra, cordame" in riferimento alle infiorescenze piumose di questo fiore. Il nome specifico (pennata) significa "piuma o penna" e fa riferimento alla particolare infiorescenza piumata. Anche questa erbacea predilige i luoghi asciutti e ben soleggiati

euforbia

Ecco un bel fiore di euforbia. Il lattice di questo vegetale è caustico e può provocare delle ustioni all’epidermide e in particolare agli occhi.

Il giro è finito, sono stanco ma soddisfatto, spero sia piaciuto anche a voi!

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