Sulle praterie alpine di Condove: da Tomba di Matolda a Punta Grifone

Abbandono la strada che da Mocchie sale al Collombardo appena oltre il Pilone della Tomba di Matolda...

La strada del Collombardo

...e mi inerpico sul ripido pendio dello Sbaron puntando verso le roccette che si vedono lassù in alto; in 15 minuti le raggiungo e, avvicinandomi, posso constatare che sono costituite da una roccia sedimentaria: propriamente un calcescisto bello e facilmente sfaldabile.

Rocce

Sicuramente da queste pareti, nei tempi passati vennero cavate delle belle lose per i tetti dei numerosi alpeggi presenti in zona.

Pian del Ballo

Superate le roccette, passando attraverso uno dei facili colletti, mi ritrovo su un vasto pianoro: il “Pian del Ballo”, dove la tradizione narra che si radunassero le “masche” per i loro sabba. Bello è il panorama che possiamo ammirare verso Sud-Est: il Gruppo del Civrari, il Mon Curt e, laggiù in fondo, il Musinè.

panorama da pian del Ballo

Sempre dal Pian del Ballo, ma dalla parte opposta: iI Palon, il Rocciamelone, Punta Cruino, la Lunella con davanti l’Adois e il Colle della Portia. Sullo sfondo il Monte Lera e le alte montagne del Gruppo della Croce Rossa e dell’Albaron, queste già nelle Valli di Lanzo.

Anemone Pulsatilla

Poi con grande sorpresa, un bell’Anemone Pulsatilla in piena fioritura, anche se completamente fuori stagione, con i suoi peli protettivi che paiono barbule di penne d’uccello. Il suo interno, guardandolo attentamente, mi ricorda qualcosa di molto attuale, a voi cosa fa venire in mente?

Punta Grifone

Ecco il Grifone, lassù in alto. Questa meta, oltre al sentiero che sto percorrendo, è anche facilmente raggiungibile partendo da altre località: dai Rat passando dallo Sbaron per poi unirsi al mio percorso nei pressi del Pian del Ballo; dall’Alpe Chiet salendo per cresta erbosa sino al Pian del Ballo; dall’Alpe della Portia puntando direttamente alla meta, oppure passando dal Colle della Portia.

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la cresta con lo Sbaron

Prima di arrivare in cima al Grifone, a 2408 metri di quota, per la classica foto accanto alla croce, mi volto per vedere dall’alto il percorso appena effettuato, che si snoda quasi tutto per cresta e senza difficoltà, se non un minimo di attenzione. Laggiù in fondo, sulla destra, il “panettone” dello Sbaron, altra meta classica della zona.

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