Il Rododendro, l’arbusto che colora le nostre montagne

Il nome del rododendro deriva dal greco antico: rhodon significa rosa, dendron equivale ad albero, pertanto è corretto dire che il rododendro sia l’albero delle rose. Si tratta di una pianta rustica, arbustiva o strutturata ad albero, con altezza variabile dai 40 centimetri ad oltre 4 metri a seconda della specie.

Ne esistono oltre 500 tipologie differenti, numerosi ibridi e varietà, note con il nome comune di rododendro o azalea. Appartenenti alle Ericacee, un tempo queste due specie venivano considerate diverse, ma nella moderna classificazione il genere Azalea è stato abolito e tutte le specie moderne sono state attribuite al genere Rhododendron.

Nella tradizione popolare vengono considerati rododendri gli arbusti o gli alberi medio grandi, mentre si definiscono azalee le piante di dimensioni più contenute, in genere coltivate in giardino o in vaso, sia sul balcone che all’interno degli appartamenti. Al contrario i rododendri abbelliscono gli esterni, trovando collocazione in giardini e cortili messi a dimora direttamente nel terreno o in grandi vasi, o colorano i versanti d'alta quota delle nostre montagne.

Rododendri in alta valle

La fioritura dei rododendri.

 

I rododendri hanno foglie persistenti, particolarmente coriacee, ovali o lanceolate, di colore verde molto scuro nella parte superiore e con sfumature ruggine in quella inferiore. Le azalee, con foglie e fiori più piccoli, possono avere fogliame persistente, semipersistente o deciduo.

Ci sono centinaia di ibridi dalle fioriture affascinanti con un’ampia gamma di colori: rossi, bianchi, rosa, viola, lilla, porpora, ma anche giallo ed arancio. Il rododendro fiorisce con tempistiche diverse a seconda della specie (nella maggior parte tra primavera ed inizio estate), formando graziose macchie di colore.

Se coltivato, necessita di molta luce ma non ama i raggi diretti del sole, che potrebbero bruciarne le foglie e seccarne i fiori: la posizione ideale, che sia in vaso o in terreno, è quindi a mezz’ombra. Ha fiori semplici o doppi, dai petali piuttosto carnosi, a campana; le azalee offrono grappoli di fiori con sfumature talvolta anche bicolori, dai petali teneri.

Esistono due specie selvatiche di rododendro, le uniche individuate sulle Alpi: si tratta del Rhododendron ferrugineum e del Rhododendron hirsutum. Quest’ultimo, noto anche come rosa alpina, nel XVI secolo fu classificato dal francese Clusius come prima specie coltivata.

Rhododendron hirsutum

Rhododendron hirsutum.

 

Cresce spontaneamente ad altitudini elevate, tra i 1500 ed i 2000 metri. Il rododendro ha sempre avuto grande impiego in Oriente, dove impressionò gli inglesi; furono loro, tra il 1600 e il 1800, ad importarlo in Europa.

In Italia trovò un habitat ideale nel perimetro dei laghi prealpini e nelle dimore dei nobili, abbellendo giardini molto curati. Tuttavia, il rododendro era già presente centinaia di anni prima, tanto che si hanno notizie della sua diffusione nel 400 a.C., quando i soldati di Senofonte, al rientro dalla Babilonia, rischiarono l’avvelenamento a causa del miele di rododendro selvatico.

Le api, infatti, sono ghiotte di nettare dei fiori di questa pianta: alcune specie asiatiche, però, sono velenose. A scatenare l’intossicazione dei soldati romani durante la campagna asiatica fu la graianotossina, sostanza che provoca vomito, pressione bassa, capogiri e manda in confusione il sistema cardiovascolare. Oggi questa intossicazione è molto rara, ma un tempo era nota come “intossicazione da miele pazzo”.

 

I benefici per la salute e per l’ambiente

Se avete la fortuna di trovarlo, assaggiate senza timore il miele di rododendro, non molto diffuso perché nelle alte quote, ove fioriscono le due specie tipiche dell’arco alpino necessarie per la sua produzione, le condizioni meteo sono molto variabili.

Gli alveari non possono sopravvivere tutto l’anno a quelle altezze, quindi la produzione si ottiene da apicoltura nomade. Miele chiaro molto pregiato, dal sapore leggermente pungente, è un valido ricostituente, efficace contro l’artrite e in grado di calmare il sistema nervoso.

Anche l’azalea è altrettanto utile, se volete garantirvi un ambiente sano. Oltre che bella a vedersi, infatti, questa pianta si rivela preziosa in quanto, così come altre ornamentali da interno, assorbe le sostanze inquinanti presenti negli arredi e nei prodotti utilizzati per la detersione, depurando l’ambiente in cui viene collocata.

Vaso di Azalea

Vaso di Azalea.

 

Posizionata in un alloggio o all’interno di un ufficio, grazie ai suoi colori sgargianti allevierà il peso delle fatiche quotidiane, assicurando benefici effetti sulla salute di chi vi soggiorna.

L’azalea nel linguaggio dei fiori simboleggia la donna più importante per ciascun essere umano, ovvero la mamma.

A tal proposito è il fiore prescelto per celebrare la festa della mamma, ma è anche simbolo di fortuna, ideale da regalare come augurio a chi sta per affrontare una prova importante. Ma è bene che il mittente sappia che il messaggio che potrebbe trasmettere a chi la riceverà dipende molto dal colore prescelto: tanto per fare un esempio, l’azalea rossa simboleggia la vendetta, quella gialla la falsità.

Sicuramente splendide a vedersi ma possibile fonti di equivoci se omaggiate senza pensarci.

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