La coltivazione della canapa, nuove possibilità di sviluppo per una tradizione antica

La canapa sativa (Cannabis sativa) è una pianta dai molteplici utilizzi; si sviluppa in altezza fino a raggiungere talvolta i 5 metri ed è caratterizzata da escrescenze resinose. Le foglie sono lanceolate, con punte acuminate; i suoi fiori possono essere monoici o dioici, ovverosia i fiori maschili e femminili possono essere distribuiti sulla stessa pianta o su piante diverse. I semi invece sono contenuti nei frutti, chiamati acheni.

Originaria dell'Asia Centrale, la canapa si è ben presto diffusa in America ed Europa, grazie anche alla sua grande capacità di acclimatamento. Non richiede infatti grandi trattamenti, poichè si adatta a crescere anche su terreni sabbiosi e zone paludose, disponendo di radici a fittone molto profonde con le quali si procura l'acqua da sola.

Questo, oltre alla sua versatilità di impiego, ne favorì la diffusione anche in Italia verso la fine del 1700, benchè ne siano state riscontrate tracce in pipe preistoriche ritrovate nel Canavese. Tra l'altro, si narra che questa zona del Piemonte debba il suo nome proprio alla larga diffusione, sul suo territorio, della coltivazione di canapa.

La canapa era una pianta a buon mercato, che consentiva la produzione di olio per illuminazione, fibre da impiegare in campo tessile e al tempo stesso sfamava il bestiame. La produzione di cordami di canapa, particolarmente resistenti ed impiegati in campo navale, rese floride alcune città marinare italiane. Ben presto l'Italia si distinse per la qualità della sua canapa, arrivando, ad inizio del Novecento, a ricoprire il ruolo di secondo produttore mondiale nonchè di primo fornitore della Marina britannica

Fiore femminile di "cannabis sativa": evidenti i "cristalli" di resina

Fiore femminile di "cannabis sativa": evidenti i "cristalli" di resina.

 

Un prodotto "stupefacente", dai numerosi impieghi

Impiegata nel campo tessile e della bioedilizia, la canapa è inoltre utilizzata in campo medico, nella produzione di carta, nella cosmesi e nell'alimentazione.

Eppure per anni la canapa è stata messa al bando per il suo potere stupefacente e trattata come una droga, anche se la percentuale di cannabinoidi, ovvero i principi attivi farmacologici e psicotropi, è piuttosto bassa nella "cannabis sativa" presente storicamente in Piemonte, mentre è ben superiore nella variante asiatica cannabis indica, dalle cui infiorescenze femminili si ricava l'hashish, mentre la marijuana altro non è che l'infiorescenza della pianta femmina essiccata.

I cannabinoidi, contenuti all'interno dei fiori, sono due: il THC, responsabile degli effetti mentali stupefacenti, e il CBD, che ha funzione ansiolitica e influisce sulla muscolatura.

Abitualmente la cannabis viene consumata attraverso la vaporizzazione della resina, ma è possibile attivarne gli effetti anche con la cottura dei fiori, che invece crudi non rilasciano alcun principio attivo. I fiori di canapa rappresentano inoltre un'ottima riserva estiva di polline per le api.

La canapa in Italia smise di essere coltivata dopo la seconda guerra mondiale, quando le fibre sintetiche iniziarono a fare concorrenza alle fibre naturali, a cui si aggiunse negli anni successivi il proibizionismo introdotto da numerose legislazioni per evitarne l'impiego come stupefacente.

Oggi la canapa viene vista in un'ottica diversa e non rappresenta più una minaccia, bensì una grande risorsa naturale. Nei suoi confronti si sono riaccesi forti interessi, anche in virtù del fatto che ogni parte della pianta viene utilizzata per fini diversi.

In Italia, dopo lunghe discussioni, la promozione ed il sostegno della coltivazione e della filiera della canapa sono state regolamentate dalla legge 242 del 02/12/2016: per rilanciarne la diffusione in valle di Susa da alcuni anni è attiva una Associazione.

SCOPRI DI PIU': Associazione Canapa Valle Susa, un'idea di rilancio tutta al femminile

La "cannabis sativa"

La "cannabis sativa".

 

Una pianta preziosa e di cui non si getta via nulla

Dallo stelo della canapa, opportunamente lavorato, si ottiene la fibra che, sulla base della sua lunghezza e diametro, verrà trasformata in sacchi, corde, tele per quadri, biancheria, capi di abbigliamento. Quest'ultimo impiego è particolarmente apprezzato per la freschezza del tessuto, che ripara dai raggi UV garantendo al contempo un'ottima traspirazione ed antisetticità.

Ma la fibra di canapa viene impiegata anche per la realizzazione di fogli di carta, sottile ma decisamente resistente. In campo edilizio, la canapa fonisce strati coibentanti di facile lavorazione.

Della canapa non si getta via nulla: la componente legnosa che deriva dagli scarti di lavorazione, il "canapulo", un tempo usata come combustibile o lettiera per gli animali, oggi viene utilizzata per la realizzazione di mattoni, pannelli ed intonaci. Dal canapulo si ricavano inoltre carta da giornale o cartone da imballo, anche se di qualità decisamente meno pregiata rispetto alla carta ottenuta dalla fibra.

Il seme della canapa ha un elevato contenuto proteico: questo lo rende idoneo per la produzione di farina ad uso alimentare, da impiegare per produrre pane, biscotti e pasta. Ma dal seme, con opportuna spremitura, si ricava anche un olio dall'incredibile valore nutrizionale.

Un telaio utilizzato per la canapa (Ecomuseo Alta Val Sangone di Coazze)

Un telaio utilizzato per la canapa (Ecomuseo Alta Val Sangone di Coazze)

 

Oltre che per l'alimentazione, l'olio viene impiegato per la produzione di cosmetici, solari, prodotti detergenti ed anche come solvente per vernici o come combustibile. Fonte di energia grazie all'enorme massa vegetale che la sua coltivazione sviluppa dopo soli pochi mesi, la cellulosa di canapa può trasformarsi in plastica biodegradabile.

La linfa di canapa, dall'elevato contenuto di silicio, consente di ottenere prodotti abrasivi. Grazie ai principi attivi in essi contenuti ed alle loro proprietà analgesiche, antiinfiammatorie, neuroprotettive ed anticonvulsivanti, le foglie e i fiori di canapa hanno impieghi medicali e consentono di fornire sollievo in caso di disturbi e patologie, anche di una certa gravità.

La canapa funge da miglioratore nelle rotazioni agricole, è in grado di riequilibrare le qualità organolettiche dei terreni, ha dimostrato un'elevata resistenza alle aggressioni parassitarie ed è una coltura dal basso impatto energetico, che ben si presta alla coltivazione biologica.

 

Un Laboratorio all'Ecomuseo di Coazze

All'interno dell'Ecomuseo Alta Val Sangone di Coazze un laboratorio di tessitura curato dal "maestro" Bruno Tessa presenta le attività relative alla coltivazione della canapa, alla filatura e alla tessitura su grandi telai tradizionali in legno, e mette a disposizione due interessanti video esplicativi, che vi presentiamo di seguito:

Maggiori informazioni: Ecomuseo Alta Val Sangone.

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