L'ortensia, una macchia di colore che, anche in montagna, abbellisce giardini e balconi

Rosa, azzurre, blu, violetto, bianche o addirittura rosse. Sono molteplici le sfumature di colore che può assumere l'ortensia, pianta appartenente alla famiglia delle Hydrangeaceae, che in questa stagione arricchisce di allegria aiuole, giardini e, per chi sceglie di coltivarla in vaso, anche balconi e terrazzi. Ne esistono diverse specie, anche molto differenti tra di loro, ma tutte fioriscono tra la primavera e l'estate. Il nome le fu assegnato dal naturalista Philibert Commerson che, di ritorno da un viaggio compiuto in Cina, la introdusse in Europa nel XVIII secolo.

Le ortensie possono essere piantate tra ottobre e novembre o tra marzo ed aprile. La loro caratteristica è di non avere petali, bensì sepali, ovverosia delle infiorescenze colorate, di forma quasi sferica, sotto le quali si sviluppano i veri e propri fiori, davvero minuscoli. L'ortensia è una pianta che ama l'ombra e non teme il freddo: la temperatura per la sua crescita e fioritura ottimale si attesta sui 18°. Per questo si coltiva con facilità anche in zone poco esposte al sole, addirittura in terreni di montagna. È infatti molto diffusa in tutta la valle di Susa.

L'ortensia, una macchia di colore che anche in montagna, abbellisce giardini e balconi

L'ortensia è una pianta da mezz'ombra, che non gradisce l'esposizione al sole diretta ma beneficia della luce tenute del mattino o della sera. A tal proposito, se collocata in zona costantemente irraggiata, deve essere protetta da una tettoia o da un riparo per evitarne la sofferenza. L'ortensia decora il giardino per lunghi periodi e, a seconda della specie prescelta, può raggiungere addirittura i 5 metri di altezza (ortensia paniculata), anche se la maggior parte delle specie coltivate in Italia si attesta sul metro e mezzo, raggiungendo al massimo i due metri dell'ortensia quercifolia originaria del Nord America.

Particolarmente elegante risulta poi essere l'ortensia serrata, di dimensioni più contenute, originaria del Giappone, che in autunno si colora di tonalità accese e particolari. Infine, non vanno dimenticate le ortensie rampicanti, munite di piccole ventose che permettono loro di crescere in verticale, gradevole alternativa all'edera od alla vite americana.Coltivare l'ortensia non richiede particolari accorgimenti, ma bisogna prestare attenzione al terreno in cui la si mette a dimora.

Ortensia

La pianta predilige infatti un terreno grasso e ricco rispetto ad un substrato sassoso, sabbioso e con scarsità di humus. Il colore dei fiori dipende proprio dal ph del terreno che, oltre ad essere ben drenato e moderatamente argilloso, deve avere un buon apporto di acqua. Per intensificare il blu od il rosa dei fiori (operazione inutile sulle varietà bianche o rosse), bisogna intervenire sulla sua tipologia. Se è prevalentemente basico sarà impossibile ottenere un blu intenso: si raggiungeranno al massimo viola od azzurro tenue, mentre si otterranno grandi risultati esaltando il rosa, tipico di suoli alcalini.

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In terreni acidi, invece, si otterrà un blu intenso fornendo alla pianta il solfato di alluminio (anche detto azzurrante) o inserendo nella terra chiodi o limatura di ferro. L'ortensia necessita di un nutrimento ferroso e bisogna evitare i ristagni idrici, che impediscono l'assorbimento delle sostanze nutritive. La pianta va annaffiata con regolarità ma se appare stanca, appassita e disidratata, bagnarla durante le ore fresche dovrebbe essere sufficiente a rinvigorirla. In caso contrario, sarà necessario procedere ad una pacciamatura della base che eviti la dispersione di umidità.

L'ortensia, una macchia di colore che anche in montagna, abbellisce giardini e balconi

Anche la potatura delle ortensie non necessita di grande competenza: si procede eliminando i rami più vecchi e disordinati, senza esagerare. Il periodo migliore per effettuare l'operazione è alla fine di febbraio, quando cominciano a spuntare i nuovi boccioli. Pur essendo di facile gestione, la pianta non è immune dai parassiti e dalle malattie. Le più frequenti sono l'oidio, la botrite, la maculata fogliare, i marciumi radicali, la cocciniglia e gli afidi, che vanno combattuti evitando i ristagni idrici, favorendo la circolazione dell'aria e intervenendo con appositi fungicidi o rimedi biologici naturali.

Al di là di queste eccezioni, l'ortensia non richiede particolari cure o grande pollice verde. Per garantirne la sussistenza saranno sufficienti piccoli accorgimenti. Minimi sforzi, ampiamente ripagati dalla sua fioritura. Che vi regalerà un'esplosione di globi colorati dalle tonalità meravigliose.

L'ortensia, una macchia di colore che anche in montagna, abbellisce giardini e balconi

Foglie di ortensia - Vincenzo Bonaudo

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