Quando la tosse e il raffreddore si combattevano con lo sciroppo di pigne

Nei secoli passati, in cui non si si poteva contare nè sulle farmacie nè sulle erboristerie, era consuetudine preparare unguenti, decotti e sciroppi con ciò che la natura metteva a disposizione.

In montagna le proprietà balsamiche di pini e larici erano conosciute e tramandate di generazione in generazione, e anche nelle nostre valli si sfruttavano queste caratteristiche per rimedi destinati ad alleviare i fastidi dei malanni invernali.

Pigne verdi

Tra le preparazioni più conosciute troviamo lo sciroppo di pigne che, assunto a cucchiaini o diluito in acqua bollente, era considerato un toccasana in caso di tosse e disturbi da raffreddamento.

Ingredienti:

  • Una manciata di pigne resinose ancora verdi di pino mugo o pino silvestre

  • Zucchero

  • Un barattolo di vetro trasparente con coperchio a chiusura ermetica

Procedimento:

Disporre le pigne nel vaso di vetro e coprirle completamente con lo zucchero. Scuotere il barattolo, così da occupare tutti gli spazi vuoti che si creano tra le pigne e rabboccare se necessario.

Sciroppo di pigne

Chiudere bene il barattolo con il coperchio ed esporlo al sole sino a completo scioglimento dello zucchero. Lasciar macerare le pigne per almeno 3 settimane, o comunque sino a quando lo sciroppo avrà assunto una tonalità ambrata. Filtrarlo e conservarlo in un barattolo chiuso al buio e lontano da fonti di calore.

Alcuni aggiungevano come variante, assieme allo zucchero, anche un pò di alcool o grappa, molto probabilmente per sfruttare la proprietà solubile della resina in alcool.

pigne

Pigne già legnose, non più adatte per la preparazione dello sciroppo. 


Silvia Merlo dal 2014 ha aperto a Beaulard La table Dlouz Amis, un ristorante nel quale propone ricette personali e creative accanto ai grandi piatti della cultura occitana.

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