Aiuto, il lupo è tornato in Valle di Susa. Ma non bisogna averne paura

Il lupo è tornato, e come al solito d'inverno, spinto dalla ricerca di cibo, si avvicina maggiormente alle zone abitate e si lascia avvistare anche da chi non frequenta boschi e zone di alta montagna. Nella foto accanto al titolo, per esempio, il lupo è stato fotografato da Stella Faure nei dintorni di Bardonecchia. Ma da quando e come il lupo è ricomparso nei nostri territori? E questa ottima notizia dal punto di vista naturalistico che problemi pone alla convivenza con l'uomo?

Va detto intanto, per sfatare le molte leggende in merito, che la ricomparsa è stata spontanea, attuata risalendo l'Appennino. Dopo la scomparsa dell'animale, risalente agli inizi del '900, l'avvistamento dei primi branchi in valle di Susa è riconducibile al 1996-1997.

La presenza del lupo è stata documentata fin da allora, ma solo cinque anni fa, a fine 2013, con il finanziamento del progetto europeo Life WolfAlps, si è deciso di intraprendere uno studio su questo carnivoro, garantendone la conservazione della specie sull'intero arco alpino e cercando al contempo di permettere una convivenza stabile tra il lupo e le attività economiche del territorio.

Incontro nel bosco - Dante Alpe

Incontro nel bosco - Dante Alpe

 

Dai dati emersi dallo studio risulta che, mentre nelle Alpi centrali ed orientali italiane rappresenta una novità, nelle province di Cuneo, Torino ed Alessandria la presenza del lupo è documentabile da quasi 20 anni. Sulle Alpi italiane, tra il 2017 ed il 2018, sono stati censiti 46 branchi e 5 coppie, con una stima minima di 293 lupi.

Solo in Piemonte viene stimata la presenza di 33 branchi e 2 coppie, per un totale minimo di 195 lupi, presenti principalmente tra le province di Cuneo e Torino (19 branchi e 1 coppia in provincia di Cuneo, 13 branchi e 1 coppia in provincia di Torino ed un solo nuovo branco in provincia di Biella). Nel Cuneese e nel Torinese la saturazione territoriale è dunque quasi raggiunta: il lupo occupa ormai tutto il territorio montano e si è spinto anche alle zone collinari e pedemontane.

Il lupo è un animale che vive in branchi formati abitualmente da non più di 5/7 esemplari. Si muove in un habitat che va dai 300 fino ai 2500 metri sul livello del mare, prediligendo praterie e aree montane boschive. Abitualmente un maschio ed una femmina di lupo si riproducono dando vita ad un branco nel quale viene rispettata una rigida gerarchia. Il  maschio alfa domina gli altri esemplari maschili, mentre la femmina alfa si impone sulle altre femmine del branco.

Quando i cuccioli sono diventati maturi dal punto di vista sessuale possono scegliere se andare in dispersione, ovverosia lasciare il branco alla ricerca di un territorio proprio e di un lupo di sesso opposto per formare un nuovo branco, o restarne a far parte aiutando la coppia dominante ad allevare la prole. Gli animali in dispersione, in genere il 10-20% di una popolazione, si muovono ai margini dei territori già occupati, e possono compiere spostamenti dai che vanno dai 10 ai 1000 km.

Stupendo maschio di lupo - Batti Gai

Stupendo maschio di lupo - Batti Gai

 

Nel branco si comunica con i sensi: olfatto, udito e vista permettono infatti di marcare il territorio, segnalando la propria presenza ad eventuali altri occupanti in cerca di uno spazio da colonizzare. Di solito si pensa all’ululato come all’unico verso prodotto da questo grande carnivoro. Le foreste però raccontano di almeno altri 11 suoni provenienti dai branchi della specie. L’abbaio, il ringhio e l’uggiolio ne sono solo alcuni esempi. L’ululato accompagna attività di dominanza sul territo­rio, di mantenimento dei rapporti tra esem­plari che si muovono all’interno della stessa zona e può essere diverso da individuo e individuo.

Il lupo è un animale carnivoro e predatore che difficilmente si avvicina all'uomo, anzi è solito tenersene a debita distanza in quanto la specie umana rappresenta per lui una minaccia. Spesso, infatti, come testimoniano le carcasse rinvenute, i lupi muoiono investiti da veicoli, avvelenati o colpiti da armi da fuoco, più raramente a causa di trappole destinate a cinghiali o volpi.

Il lupo però continua a fare paura. Vuoi per credenze popolari e falsi miti duri a morire, ma anche perchè può rappresentare una vera e propria minaccia per gli allevatori che lasciano i loro capi di bestiame al pascolo. Mandrie ed in particolare greggi, che talvolta si riducono sensibilimente di numero a causa degli attacchi del lupo.

Per arginare il problema, ma anche per tenere a bada rapaci, volpi e ladri bipedi, gli allevatori si sono attrezzati con cani da guardiania, che, assieme ad altri elementi di protezione come recinzioni e reti elettrificate hanno contribuito a ridurre il numero degli attacchi. Ma quando nulla si può contro la natura animale, allora scatta il momento dell'indennizzo economico. Perchè il lupo fa paura a vedersi, ma anche quando incide sul portafoglio e sull'economia della gente di montagna.

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