I fiori primaverili, quando la natura si risveglia

Si dice che ciascuno dei fiori esistenti in natura abbia un proprio significato ed esprima un sentimento. Di sicuro, ce ne sono alcuni che annunciano l'arrivo della primavera. Sono quelli che spuntano improvvisamente nel bosco, che vengono collocati sul balcone o vanno a colorare un angolo di giardino. Stiamo parlando delle primule, delle viole, dei crocus, dei giacinti, dei gerani, delle begonie, dei tulipani, dei narcisi, delle surfinie, delle fresie, della lavanda: esplosioni di colore, che sembrano festeggiare la bella stagione alle porte. 

Sono ornamenti per i balconi, impreziosiscono ogni luogo dove vengono messi a dimora. Insomma, danno un tocco di gioia ed invogliano a stare all'aperto per occuparsi della loro cura. Le prime a fare capolino, come dice il loro nome, dal latino “primus”, sono le primule: hanno colori sgargianti o tenui e delicati e richiedono poche cure, ma temono il caldo e le correnti d'aria, quindi devono essere posizionate al riparo dai raggi diretti del sole ed in angoli riparati.

Primule in alta Valle - Maria Rita BrunPrimule in alta Valle - Maria Rita Brun

 

Poi ci sono i tulipani, il cui nome deriva dal turco Tullband, che significa copricapo, turbante, in virtù dell'aspetto che il fiore assume. Sono fiori a bulbo, così come le begonie, la cui fioritura prende il via a fine primavera ma prosegue per tutta l'estate. Le begonie hanno la caratteristica di essere piante monoiche, ovverosia con fiori maschili e femminili collocati sulla medesima pianta (i maschili sono più appariscenti).

Tra le piante a bulbo figurano anche i crochi (nell'immagine sopra al titolo fotografati da Alberto Blisa a Rochemolles), con steli che crescono fino a 20 centimetri, molto graziosi a vedersi, specialmente quando fanno capolino dai boschi. Nell'antica Grecia i crochi venivano impiegati per realizzare ghirlande o per essere sparsi nei teatri e nei  letti nuziali.

tulipaniTulipani

 

Tra i fiori ibridi, ottenuti da incroci, figura la surfinia. Essa è frutto dell'incontro tra la Petunia nyctaginiflora e la Petunia violacea, piante originarie del Brasile introdotte nel nostro continente nel XIX secolo da botanici esploratori. Ha crescita rigogliosa e fioriture abbondanti, caratteristiche che ne hanno diffuso sempre più l'utilizzo per abbellire balconi e giardini, impreziositi da tonalità che vanno dal bianco al rosa, dal rosso porpora al viola e blu.

Ci sono poi anche la fresia, dal profumo inebriante che la rende protagonista di molte preparazioni di profumeria. E’ un fiore che sboccia in piccoli fiori a forma di trombetta di svariate sfumature che si prestano a realizzare spettacolari bouquet floreali. Più delicato, ma altrettanto gradevole a vedersi, il narciso o fiore di maggio, generalmente di colore bianco con una corona interna di uno spiccato giallo, che fiorisce con generosità appunto da maggio a ottobre.

Narcisi in Valle Stretta - Liliana LaNarcisi in Valle Stretta - Liliana La

 

Non dimentichiamoci poi, dei classici ed intramontabili gerani, che offrono sempre un gradevolissimo colpo d'occhio (oltre a tenere lontani gli insetti fastidiosi) e delle margherite, regine dei prati pur nella loro semplicità e da sempre sfogliate dagli innamorati nel loro angosciante "m'ama non m'ama". Tutti questi fiori primaverili non richiedono eccessive cure, se non innaffiature costanti e non troppo abbondanti ed alcuni piccoli accorgimenti specifici per ognuna delle varie specie di appartenenza. Piccoli sacrifici che saranno in breve ripagati dall'esplosione di colori con cui inonderanno il luogo dove sceglieremo di metterli a dimora. Confermandoci che, sì, la primavera è davvero arrivata.

 Gerani - Vincenzo Bonaudo

Gerani - Vincenzo Bonaudo

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