La difficile situazione delle piccole aziende, tra chiusure e burocrazia. CNA: "Sedi aperte, siamo al fianco delle imprese"

"Gli artigiani si piegano, ma non si spezzano"

In questo momento di grande difficoltà  le associazioni di categoria stanno effettuando un importante ruolo di supporto, sia nel rappresentare le esigenze delle piccole imprese ai vari tavoli di confronto, sia nel sostegno e nella consulenza alle aziende.

L’interruzione della produzione è stata un colpo durissimo per le imprese, così come per milioni di lavoratori autonomi e partite Iva”, spiega Daniele Vaccarino, presidente Nazionale CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato). “Il mondo dell’artigianato in questi giorni si è piegato, ma non si è spezzato: le piccole imprese vogliono tornare a essere l’orgoglio del nostro Paese, e noi incalzeremo il Governo e le istituzioni per avere maggiori risorse e maggiori interventi. Quanto è stato fatto è utile, ma non sufficiente: occorre un grande piano di rilancio dell’economia italiana”.

Abbiamo evidenziato – afferma Paolo Alberti, segretario CNA Torino - la confusione prodotta dal susseguirsi continuo di decreti, che in parte integrano e in parte modificano le disposizioni che li hanno preceduti e che spesso richiedono, per essere applicati, circolari interpretative. Ma soprattutto abbiamo chiesto una potente iniezione di liquidità nel sistema imprenditoriale italiano, per consentire agli imprenditori e alle loro famiglie di gestire il fermo dell’attività e la loro esistenza quotidiana”.

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L’indennità di 600 euro concessa ai lavoratori autonomi e ai professionisti – prosegue Alberti - è davvero cosa misera, come mal organizzate si sono rivelate le procedure per il suo ottenimento, che CNA aveva già avuto modo di criticare e che sono andate in tilt dopo poche ore. 

Al termine di questa emergenza sanitaria, la cui durata reale abbiamo ancora tutti paura di stimare, ma che non potrà essere certo breve, molte attività probabilmente non riapriranno. Serve pertanto un piano d’azione chiaro e di lungo respiro, i cui protagonisti siano sia i lavoratori che gli imprenditori. Senza le imprese, il lavoro e lo sviluppo del paese non potranno ripartire”.

Le sedi e i progetti di CNA

In questi giorni le sedi CNA hanno messo in campo tutte le energie e le competenze disponibili: gli uffici territoriali sono aperti e sono garantiti i servizi di consulenza del lavoro, di contabilità e sindacali. La priorità è data ovviamente ai quesiti relativi all'emergenza Coronavirus: le disposizioni del decreto “Cura Italia”, le possibilità o meno di apertura, la riconversione delle attività produttive, le comunicazioni alla prefettura, le convenzioni sulle forniture di mascherine per rispettare la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’attivazione degli ammortizzatori sociali, il “bonus 600 euro” ecc.

Gli uffici, cui si potrà accedere su appuntamento, per rispettare le disposizioni in materia di sicurezza e per tutelare la salute di tutti, osserveranno il seguente orario:

  • Lunedì - Venerdì ore 9.00 - 13.00 e 14.00 - 16.00

In virtù delle numerose richieste consigliamo di contattare gli uffici via mail. In questo modo potrà essere garantita una più tempestiva risposta:

Ringraziamo sentitamente tutti i dipendenti delle nostre sedi – affermano Stella Cribari e Nando Parisi, responsabili degli uffici di zona CNA - che con sacrificio personale garantiscono la presenza e costituiscono la forza di questo gruppo. Insieme, con coraggio, ce la faremo: lo dobbiamo a coloro che lottano per la vita, a coloro che non ce l'hanno fatta, alle loro famiglie. Lo dobbiamo ai medici, agli infermieri, ai ricercatori che lavorano per noi. Lo dobbiamo ai lavoratori ed alle imprese, che oggi si interrogano sul futuro”.

Anche il progetto del Laboratorio Valsusa, promosso e realizzato dalla sede CNA di Susa, non si è fermato. “Aiutiamo le aziende a comunicare le loro attività, per quanto sia possibile farlo in questo momento” racconta Enzo Gioberto, del direttivo CNA di Susa e coordinatore del progetto. “Stiamo supportando le imprese che hanno organizzato un servizio di consegna di pasti e prodotti a domicilio e sosteniamo con i nostri canali di comunicazione tutte le iniziative che il territorio ha messo in campo per alleviare i disagi dei cittadini. Dai comuni alle associazioni, dai musei alle aziende: anche quelle che hanno dovuto sospendere l’attività mantengono infatti i contatti con la clientela attraverso post, tutorial e piccoli concorsi”.

Il nostro invito – conclude Gioberto - è quello di sostenere gli artigiani, gli agricoltori ed i commercianti del territorio acquistando i loro prodotti. Tra poco per esempio sarà Pasqua: sono molte le aziende che propongono uova di cioccolato bellissime, create con la passione delle lavorazioni artigiane e consegnate direttamente a domicilio. Vi invitiamo dunque a scoprire le aziende di qualità del territorio sul sito del Laboratorio Valsusa, sulla pagina facebook ed iscrivendovi alla nostra newsletter settimanale”.

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Ce la faremo”, è vero, ma le ferite al mondo delle imprese non saranno semplici da rimarginare. Occorrerà fare i conti con un mercato che nel frattempo si sarà ridisegnato, dove alcuni settori, come quello turistico o quello della ristorazione, dovranno reinventare la propria offerta, e dove le aziende esportatrici si troveranno a dover recuperare spazi che imprese di altri Paesi avranno occupato.

È quindi urgente definire una strategia per il sostegno alle imprese, con l’individuazione dei criteri da adottare quando sarà possibile l’uscita progressiva dalla fase emergenziale e la graduale riapertura delle attività produttive.

 

(Aggiornamento 3 aprile 2020)

Per i "600 euro" in tilt il sito INPS

Il 1 aprile era la data tanto attesa da artigiani e lavoratori autonomi, beneficiari, così come previsto dal Decreto Cura Italia,  di una indennità da 600 euro, da richiedere sul sito dell’INPS. La procedura, già criticata nei giorni scorsi dalle associazioni di categoria, non ha funzionato, e il sito, dopo un avvio apparentemente normale, è andato in tilt. E purtroppo non si tratta di un pesce d’aprile.

Molti utenti non sono riusciti ad accedere al proprio profilo, altri hanno lamentato falle, come scambi di identità e pubblicazione dei dati privati di altri utenti. Il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, ha dato la colpa anche a presunti hacker i quali – ha sostenuto –  “questa mattina si sono sommati ai molti accessi, che hanno raggiunto le 300 domande al secondo, e il sito non ha retto. Per questo lo abbiamo sospeso. Il portale sarà riaperto dalle 8 alle 16 per patronati e consulenti e dalle 16 per i cittadini”.

Nei giorni successivi il sito, pur con qualche difficoltà nel prendere la liena, ha ripreso a funzionare regolarmente.

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