Fora l'Ours a Mompantero: il ballo dell'orso che simboleggia il ritorno della primavera

Come ogni anno a inizio febbraio ritorna a Mompantero “Fora l’Ours”, tradizionale manifestazione ricca di significati ma dalle origini incerte. Questa antica leggenda narra di un barbaro dalle sembianze di un orso che, giunto alle pendici del Rocciamelone, terrorizzava le popolazioni locali. Il barbaro, catturato dai cacciatori ed addomesticato con il vino, dopo aver ballato con la ragazza più bella del paese si sarebbe poi integrato con gli abitanti.

Questo episodio è interpretabile come metafora della vittoria della primavera (la ragazza più bella del paese) sull'inverno (l'orso). Ma si pensa anche che i festeggiamenti, celebrati annualmente in onore di Santa Brigida (Patrona di Mompantero), in concomitanza della ricorrenza cristiana della Candelora, potrebbero derivare da quelli in onore della divinità pre-cristiana Brigit, di origini irlandesi.

La sera prima della festa lungo il paese si snoda un percorso enogastronomico, denominato "Mingia e Beiva" (mangia e bevi), che permette di rifocillare i cacciatori prima che partano per la caccia all'orso. 

Fora l'Ours

Fora l'Ours a Mompantero - Paolo Borea

 

Ricercato tutta la notte dai cacciatori, la mattina dopo l'orso, rappresentato da una persona con un costume di pelli di capra, accompagnato dalle note della banda musicale viene condotto in catene nella piazza principale. Durante il tragitto lancia urla tremende, la cui eco è amplificata dall'imbuto usato per somministrargli il vino, con cui si cerca di abbassare le sue difese. 

Una volta che l'animale sarà reso inoffensivo, potrà infatti danzare con la più bella del paese, prima di essere nuovamente liberato sulle pendici montane. 

Ballo dell'orso

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Fondamentale è anche la figura dei cacciatori: dettano i tempi del ballo e partecipano alla vestizione dell’orso, e sono gli unici a conoscere l’identità del personaggio travestito da orso. 

Per perpetrare questa tradizione di generazione in generazione, nel 2011 si è costituito il "Comitato dei cacciatori dell'orso", associazione che sovrintende alla riuscita della festa in tutti i suoi aspetti. 

Fora l'ours

Un ulteriore significato della manifestazione è poi legato al proverbio “se l’orso fa seccare la sua paglia, non esce più per 40 giorni”.

Secondo questo detto, se il giorno della manifestazione il tempo sarà così bello da fare seccare la paglia, allora l'inverno si protrarrà ancora per 40 giorni. Se al contrario la paglia non seccherà, la primavera non tarderà ad arrivare. 

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