Domenica 29 marzo ritorna l’ora legale, ma dal 2021 potrebbe essere abolita anche in Italia

La notte tra sabato e domenica, precisamente alle ore 2:00 di domenica 29 marzo 2020, ritorna l’ora legale, e si dovranno spostare le lancette dei nostri orologi avanti di un’ora.

Ma potrebbe essere una delle ultime volte: il Parlamento Europeo nel 2018, con 410 voti favorevoli, 192 contrari e 51 astenuti, si è recentemente espresso a favore dell’abolizione dell’ora legale. Cerchiamo dunque di fare chiarezza su quali siano i vantaggi e gli svantaggi del passaggio dell'ora solare a quella legale.

L’ora legale è innanzitutto una convenzione adottata per sfruttare al massimo l’irradiazione solare, che nei paesi dell’Unione Europea ha inizio l’ultima domenica di marzo e fine l’ultima domenica di ottobre. Fu Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine, a manifestare per primo la necessità di usufruire maggiormente delle ore di luce, all’epoca per limitare gli elevati costi delle candele.

Ora legale

A riprendere il pensiero di Frankin fu poi il costruttore britannico William Willett dopo la fine della prima guerra mondiale: in un periodo in cui il risparmio energetico era una priorità, il Regno Unito istituì così il British Summer Time, decretando lo spostamento delle lancette avanti di un’ora nel periodo estivo. Era il 1916 e molti altri paesi, tra cui l’Italia, presero esempio. Abolita e ripristinata più volte nel corso della seconda guerra mondiale, venne adottata ufficialmente in Italia nel 1965.

Benché garantisca il risparmio energetico (lo testimoniano anche i dati Terna raccolti in Italia dal 2004 al 2012 che indicano un risparmio di oltre 6 miliardi di kilowattora), gli svantaggi legati a tale convenzione sono numerosi. Studi scientifici rivelano che in seguito al passaggio da ora solare a ora legale, il 15% dei cittadini lamenta cambiamenti d’umore, stress, mancanza di concentrazione, nervosismo, emicranie, disturbi del sonno (in particolare tra i bambini). Una ricerca di alcuni cardiologi americani afferma anche che l’ora di sonno persa dopo l’entrata in vigore dell’orario estivo possa addirittura influire sulla probabilità di subire un attacco cardiaco.

La disputa a favore dell’abolizione è inoltre molto accesa tra i paesi del nord e quelli del sud Europa, poichè, a seconda della latitudine di un certo stato, le ore di luce giornaliere cambiano sensibilmente (per fare un esempio, a giugno il sole tramonta a Milano alle ore 20:48 e a Helsinki alle 22:48); i costi riguardanti l’illuminazione degli edifici e gli altri servizi sono dunque molto differenti e l’abolizione dell’ora legale potrebbe rivelarsi vantaggiosa.

Da Wikipedia

In questa immagine di Wikipedia vediamo in azzurro gli stati che adottano il cambio d'ora, in arancione quelli che l'hanno adottato in passato e in rosso quelli in cui il cambio non vi è mai stato.

 

A seguito della consultazione pubblica tenutasi tra luglio e agosto 2018 sul sito della Commissione Europea, in cui l’84 per cento dei partecipanti ha chiesto la soppressione dell’ora legale (il sondaggio online ha ottenuto 4,6 milioni di risposte, il numero più alto mai ricevuto da una consultazione pubblica UE), il Parlamento Europeo ha dunque approvato la fine del passaggio automatico dall’ora solare all’ora legale a partire dal 2021.

Gli stati membri dell’Unione potranno mantenere il diritto di stabilire il proprio fuso orario; le loro decisioni saranno coordinate con la Commissione Europea, onde evitare che l’applicazione dell’ora legale in alcuni paesi e l’ora solare in altri non crei inconvenienti per l’economia del mercato. Da un sondaggio condotto dal Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) è risultato che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all’ora legale. Ci toccherà dunque aspettare fino al 2021 per sapere quando sarà l’ultima volta in cui regoleremo gli orologi.

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