20 luglio 1969: 50 anni fa il mondo si fermò per seguire lo sbarco sulla Luna

Negli ultimi mesi la luna è stata più volte protagonista indiscussa, ammirata e immortalata in magnifici scatti: rossa durante l’eclissi di gennaio o semplicemente grande e luminosa, magari fotografata accanto alla Sacra di San Michele.

Ma un altro evento ora la coinvolge, l’anniversario di un momento che, cinquant’anni fa, fece la storia del ‘900: era il 20 luglio 1969 quando l’uomo sbarcò sulla luna.

Eclissi del 21 gennaio 2019 - Valerio Minato

La Luna e la Sacra di San Michele, eclissi del 21 gennaio 2019 (Valerio Minato)

 

In un secolo segnato dai conflitti mondiali e dalla Guerra Fredda, in cui la rivalità politica tra Stati Uniti e Unione Sovietica aveva innescato una “corsa allo spazio” per affermare la propria supremazia militare, economica e tecnologica, la missione spaziale Apollo 11 tenne incollati davanti al televisore 900 milioni di persone. Negli uffici, nelle scuole, nei bar, nei negozi, quel giorno non si parlava d'altro, e si seguiva ogni secondo dell’incredibile impresa. In Italia, la notte dell’allunaggio fu la prima senza furti né rapine da 10 anni a quella parte; la diretta della Rai, condotta dal giornalista Tino Stagno, fu una delle più lunghe e accurate d’Europa, con 150 ospiti in studio e 20 milioni di telespettatori

La navicella spaziale del programma Apollo 11 si componeva di tre sezioni: un Modulo di Comando Columbia che ospitava gli astronauti, un Modulo di Servizio che forniva il modulo di comando di energia elettrica, ossigeno, acqua e il Modulo Lunare Eagle. A rappresentarla era un’aquila calva con un ramo d’ulivo tra gli artigli che atterrava su un paesaggio lunare: un simbolo che presupponeva un “allunaggio pacifico degli Stati Uniti”. Gli astronauti scelti per la missione furono Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins.

Cinquantesimo anniversario dello Sbarco sulla Luna

L'equipaggio della missione Apollo 11: Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins 

 

La navicella spaziale venne lanciata da un razzo Saturn V dal Kennedy Space Center il 16 luglio 1969 alle 13.32 UTC. Entrò in orbita terrestre circa 12 minuti più tardi, per poi impiegare tre giorni a raggiungere l’orbita lunare. Alle 20.17 UTC di domenica 20 luglio 1969 Eagle si posò sulla superficie lunare. Il portellone si aprì alle 02.39 UTC ed Armstrong scese per primo, seguito poi da Aldrin. Collins rimase in orbita sul Modulo Columbia. Poco prima di terminare la scala e di imprimere la prima orma dell’uomo su un altro corpo celeste, Armstrong pronunciò una frase che è ancora oggi parte dell’immaginario collettivo: “Questo è un piccolo passo per un uomo, un passo da gigante per l’umanità”.

Armstrong ed Aldrin si fermarono sulla luna circa due ore e mezza, scattando fotografie e raccogliendo più di 22 kg di materiale lunare da analizzare. Lasciarono sul suolo lunare la bandiera americana ed una targa di acciaio inossidabile per commemorare lo sbarco: “Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l'umanità.”

Alle ore ore 21.35 del 21 luglio Eagle si agganciò nuovamente a Columbia, per poi prepararsi a raggiungere l’orbita terrestre ed atterrare tre giorni dopo nell’Oceano Pacifico.
Quella dell’Apollo 11 fu un’impresa senza precedenti, tanto importante scientificamente quanto umanamente. "Il viaggio di Cristoforo Colombo, di cui nessuno sapeva nulla, fu probabilmente più rischioso di quello dei tre astronauti, che la Nasa seguiva istante per istante. Dal punto di vista della scienza avremmo potuto ottenere risultati analoghi con un robot. Ma senz’altro la missione dimostrò ciò di cui l’uomo è capace", commentò Margherita Hack

Aldrin sulla luna

Aldrin sulla superficie lunare con Eagle sullo sfondo

 

La missione Apollo fu il terzo programma spaziale condotto dalla Nasa; fu preceduta da Mercury (il primo programma statunitense a prevedere missioni spaziali con equipaggio) e Gemini.

Nel 1961 il programma subì una lunga sospensione dopo che un incendio sulla rampa di lancio di Apollo 1 causò la morte dei due astronauti, e riprese solo nel 1967 con alcune missioni senza equipaggio: Apollo 4, 5 e 6 (ufficialmente non esistono le missioni 2 e 3).

L'11 ottobre 1968, con la missione Apollo 7, ripresero i lanci con astronauti, che rimasero per più di undici giorni in orbita testando i moduli di comando e di servizio. Il 21 dicembre 1968 fu lanciata la missione Apollo 8, che per la prima volta raggiunse l'orbita lunare, e il 3 marzo 1969 Apollo 9 per la prima volta trasportò il modulo lunare e lo testò nell'orbita terrestre. I test furono ripetuti dalla missione Apollo 10 (lanciata il 18 maggio1969), ma questa volta in orbita lunare, arrivando fino a 15,6 km dalla superficie del nostro satellite.

Apollo 12, lanciata il 14 novembre 1969, fu la seconda missione del programma ad allunare. Lo fece con altissima precisione, vicino alla sonda Surveyor 3 che gli astronauti riuscirono a raggiungere. La missione Apollo 13 invece, decollata l'11 aprile 1970, dopo 55 ore di volo ebbe un problema, che il comandante Jim Lovell comunicò con la famosa frase "Houston, we've had a problem". Uno dei quattro serbatoi di ossigeno era esploso: gli astronauti dovettero rinunciare alla missione ed iniziare un difficile rientro, che tenne con il mondo con il fiato sospeso ma che fortunatamente si concluse positivamente. A seguito di questa missione ci fu una lunga indagine sulle cause dell'incidente che portò a una revisione completa della navicella Apollo.

Fu l’Apollo 14 a riprendere il programma di esplorazione lunare. Per la prima volta fu portato sulla Luna un veicolo, il Modular Equipment Trasporter, che però si dimostrò un fallimento in quanto sprofondava nella polvere lunare. Questi problemi furono risolti con Apollo 15 (26 luglio 1971) grazie ad un nuovo rover lunare, che arrivò fino a 5 km di distanza.

A questa seguirono ancora Apollo 16, che atterrò sugli altipiani lunari, e Apollo 17, lanciato il 17 dicembre 1972, con cui si chiuse il programma.

 

Una nuova missione europea

Parmitano

Luca Parmitano (foto Esa/Nasa)

 

Cinquant'anni dopo, proprio il 20 luglio 2019, partirà la missione Beyond, che riporterà in orbita, sulla Stazione Spaziale Internazionale, l'astronauta italiano Luca Parmitano.

Ci resterà sei mesi, durante i quali si occuperà di oltre 50 esperimenti (guida telerobotica, monitoraggio di radiazioni ultraviolette, esperimenti sulla nutrizione e sulla fisiologia umana in condizioni di assenza di gravità...) ed effettuerà importanti e molto complessi lavori di manutenzione. Durante il periodo della sua missione è infatti prevista la più complessa serie di attività extraveicolari mai effettuate nella storia.

La luna. Foto di Alberto Blisa

Foto di Alberto Blisa

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