8 marzo: tre donne da ricordare in Valle di Susa

La Giornata internazionale della donna, conosciuta come Festa della Donna, è dai primi del novecento un’occasione per celebrare i traguardi sociali, economici e politici raggiunti dalle donne. È anche un modo per sensibilizzare alle discriminazioni e alle violenze di cui le donne sono state e sono tuttora vittime; in altre parole, è una ricorrenza per festeggiare le battaglie vinte e ricordare quelle ancora da combattere.

In questa importante giornata vi parliamo di tre donne indipendenti, forti e coraggiose, il cui contributo è stato determinante nella storia del nostro territorio. Buon 8 marzo a tutte le donne!

 

Ernestina Luisa Macchia Prola

Originaria di Exilles, fu la prima donna italiana ad ottenere la patente di guida; la ricevette il 5 giugno 1907, solo sei anni dopo l’istituzione della patente automobilistica in Italia. Indipendente ed autonoma, ebbe una carriera come pilota e guidò l’auto fino al 1954, quando all’età di 78 anni si spense nel suo alloggio di Piazza Carlo Felice a Torino.

La sua residenza di Exilles, “Villa Ernestina”, si trova tuttora nella zona sul torrente Galambra. Quello di Ernestina Prola fu un importante esempio dei passi compiuti dalle donne verso una sempre maggiore autonomia dal ruolo di moglie e madre dettato dalla società dell’epoca.

Villa Ernestina

"Villa Ernestina" a Exilles

 

Ilse Schöelzel Manfrino

Ballerina ed attrice tedesca, seguì il marito Vittorio Manfrino a Torino; si trasferì poi nella frazione Cresto di Sant’Antonino per sfuggire ai bombardamenti che colpivano la città. Dopo aver trovato lavoro come interprete e segretaria presso il Comando tedesco, iniziò segretamente ad aiutare i partigiani valsusini impegnati nella resistenza.

Passo informazioni utili, mediò tra tedeschi e partigiani, salvò persone dalla deportazione; i tedeschi non sospettarono mai di lei, che si servì sempre delle sue abilità di attrice. Morì la vigilia di Natale del 1978 ed i partigiani che aveva tanto aiutato durante la resistenza sorressero la sua bara al funerale; una lapide la ricorda in frazione Cresto, dove le è stato anche intitolato un parco. 

Ilse Schotzel con il partigiano Lino Bressan

Ilse Schöelzel in un'immagine degli anni della guerra e con il partigiano Lino Bressan

 

Adelaide di Susa

Figlia del conte di Torino e marchese di Susa Olderico Manfredi , Adelaide fu Marchesa di Torino dal 1034 al 1091. Donna energica, ferma e prestigiosa, governò sempre con amore e lucidità: visse guerre e stragi, fondò chiostri e monasteri (Santa Maria Assunta ad Abbadia Alpina ne è un esempio), fu temuta dai suoi avversari e molto stimata dai suoi sudditi.

Soprannominata amabilmente “Marchesa delle Alpi Cozie”, accompagnò suo genero Enrico IV dal Papa a Canossa per ottenere la revoca della scomunica che lo aveva colpito e fece da mediatrice tra i suoi due generi Enrico IV e Rodolfo duca di Svezia, entrambi pretendenti al trono. Sposò Oddone di Savoia, dettando così l'avvento della stirpe dei Savoia e del loro successivo subentro in Piemonte. A Susa svetta tuttora il castello a lei dedicato.

Adelaide

Adelaide di Susa

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