La storia del blocco anticarro del Moncenisio, un sistema difensivo di cui ora restano solo pochi ruderi

Forse non tutti sanno che al Colle del Moncenisio, nei mesi che precedettero la Seconda Guerra Mondiale, venne costruito un blocco anticarro, allo scopo di impedire il transito ai mezzi blindati francesi. Quello che vedete è il modellino in scala 1:72 realizzato dalla ASFAO, Associazione Studio Fortificazioni Alpine Occidentali, che ringraziamo per avercene concesso la pubblicazione.

Il bunker, costruito nel 1938-1939, aveva il compito di sbarrare la strada statale tramite una cancellata metallica mobile ed una triplice fila di putrelle infisse nel terreno, estese per alcune centinaia di metri. Dopo alcune prove che evidenziarono la scarsa resistenza delle putrelle, nel 1940 si iniziarono gli scavi per un ulteriore fossato, davanti a questo sbarramento, che venne completato solo parzialmente.

Dopo la costruzione della nuova diga alla fine degli anni '60, il blocco anticarro venne demolito insieme a tutti gli altri fabbricati della zona e di esso rimangono scarsi ruderi.

Blocco anticarro al Moncenisio, il sistema di putrelle

Blocco anticarro al Moncenisio, i basamenti delle putrelle visibili oggi

La Strada Statale 25 intercettata dallo sbarramento anticarro, dagli scavi del fosso e dal reticolato generale. La foto successiva presenta lo stesso luogo oggi: sono visibili i basamenti delle putrelle (tagliate nel dopoguerra) e i muri della parte completata del fosso anticarro (che nel modellino è rappresentato ancora in scavo, così come era nel giugno 1940).

Blocco anticarro al Moncenisio, i carri armati attraversano i reticolati

Blocco anticarro al Moncenisio, il luogo oggi

I carri armati attraversano i gabbioni spinosi del reticolato generale. Nella foto lo stesso luogo oggi, con sullo sfondo la diga del Moncenisio.

Blocco anticarro al Moncenisio, il ricovero in calcestruzzo

Blocco anticarro al Moncenisio, i resti del ricovero in calcestruzzo

Il blocco anticarro era formato da un ricovero in calcestruzzo (mascherato come edificio) protetto ai medi calibri, nel quale veniva ricoverata la travatura che, scorrendo su rotaie poco più basse del livello della strada, occludeva il passaggio andando ad ancorarsi al blocco di battuta, pure lui in calcestruzzo. Nella foto I pochi resti del blocco anticarro oggi, a sinistra i ruderi del blocco di battuta.

Blocco anticarro al Moncenisio, feritoie

Il blocco anticarro era dotato di due feritoie, di cui una sul frontale (con pannello di mascheramento), studiata per una postazione lanciafiamme, forse mai installata.

Il Blocco anticarro del Moncenisio attraversato dalle truppe

La colonna di CV35 (due dei quali in versione lanciafiamme) e le salmerie della 59° Compagnia Controcarro della Divisione Cagliari, impiegata al Moncenisio nel Giugno 1940.

Al momento non possediamo fotografie che ritraggano con chiarezza il blocco anticarro - ci dice l’ASFAO – La cosa è comprensibile, data la segretezza nel periodo bellico e la scarsa importanza del dopoguerra. Il modellino è stato realizzato sulla base dei resti osservabili in loco, dei disegni originali e delle misure del Genio militare francese. Questa, risalente al 1965 (pochissimo tempo prima della sua demolizione), è una delle pochissime immagini che sono rintracciabili in rete, di cui non conosciamo la fonte”.

Blocco anticarro al Moncenisio, veduta d'epoca

Durante la Battaglia delle Alpi, il 22 giugno, sulla strada transitarono i carri armati leggeri CV35 del IV Battaglione, I Reggimento Carristi, inviati a forzare il Colle del Moncenisio.

Com'era facilmente prevedibile - commenta amaramente l’ASFAO - l'azione non ebbe successo a causa di un campo minato che determinò la distruzione di due di questi insufficienti mezzi blindati, prima ancora che le difese francesi aprissero il fuoco. Questo diorama è dedicato a questi carristi, vittime di sciagurati ordini”.

 

Per le immagini e le informazioni di questo articolo ringraziamo l’ASFAO - Associazione Studio Fortificazioni Alpine Occidentali

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