La storia della Provincia di Susa, declassata a “Circondario” nel 1859

I Romani danno un’organizzazione amministrativa al territorio alpino, quindi anche all’odierna Valle di Susa, a partire dall’età augustea. I distretti montani sono divisi generalmente in Prefetture, rette da un’autorità di stampo militaresco, dipendente direttamente dall’Imperatore: ognuna corrisponde a un’importante via transalpina e garantisce il controllo sui transiti e sui valichi a cui conducono.

Caduto, nel 476 D.C., l’Impero Romano d’Occidente, con la frammentazione del potere che ne segue il concetto di Provincia sbiadisce fino a cedere il posto a nuove forme di governo, come le Contee e i Ducati dei regni barbarici dell’VIII e IX secolo e le strutture feudali del Regno Carolingio.

Emanuele Filiberto di Savoia, “Testa di Ferro”, rientrato in possesso di parte dei domini dei suoi antenati, fra il 1560 e il 1562 decide lo spostamento della capitale del Ducato da Chambéry a Torino, e divide i suoi “stati di qua dai monti”, in 7 Province. Al governo di ognuna destina un Magistrato di sua piena fiducia e con larghi poteri: il Prefetto, affiancato da un Avvocato Fiscale.

Circa mezzo secolo dopo il figlio e suo successore, Carlo Emanuele I, ritiene opportuno un nuovo intervento sull’organizzazione interna, motivato da ragioni di sicurezza e ordine pubblico, ed ordina la suddivisione dello “Stato di qua dai monti” in 12 Province o “tappe”. Nasce così la provincia di Susa, affiancata da Asti, Biella, Chieri, Cuneo, Ivrea, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Savigliano, Torino e Vercelli. (...)

L’Editto elenca anche le Comunità che formano la Provincia di Susa appena istituita: l’estensione territoriale giunge non lontano da Torino e a ovest fino a Gravere e Giaglione: da Chaumont (Chiomonte) in su la Valle appartiene ai Francesi e sarà così fino al 1713.

Valle di Susa

I paesi sono: Alpignano, Avigliana, Almese, Rubiana e San Moro, Beinasco la Riuera (Rivera), Buttigliera et Vrio, Bruino, Bruzolo e San Didero, Buzzolino di Susa (l’attuale Bussoleno), Burgone, Casellette, Celie, Chiaurie (Caprie) e Nouaretto, Cumiana, Condoue, Mochie e Frassinere, Chianoc, Chiusa presso Sant’Ambrosio, Coazze, Col San Giouanni, Giaglione, Grauere, Giaueno, Mathie di Susa, Noualesa, Venaus e Ferrera, Orbazzano, Pianezza, Riualta e Parpaglia, Reano, Riuoli, Susa, Sant’Antonino, San Giorio, Sant’Ambrosio, Trana, Vayes, Valgioie di Susa, Val della Torre et Monastero di Briglione, Villar d’Almese, Villar di Basse, Villar Focchiardo, Candiolo, Gingole, Piobes, Vinouo e Virle. Molte di queste località oggi sono ridotte a frazione.

Susa è dunque insignita della dignità di capoluogo anche se è un centro di modeste dimensioni: giocano a suo favore la storia e le tradizioni militari, ma soprattutto la collocazione geografica. (...)

In seguito al trattato di Cherasco, sottoscritto nel 1796, Napoleone assume il controllo del Piemonte: Re Carlo Emanuele IV abbandona Torino per la Sardegna, insediando la corte a Cagliari e rimanendovi fino al maggio 1814.

Nell’aprile del 1801 Napoleone suddivide la Repubblica francese in Départements e il Piemonte segue la stessa sorte: accantonate le Province, viene suddiviso dapprima in quattro e poi in sei Dipartimenti, molto più estesi: Eridano o del Po con capoluogo Torino (di cui fa parte la Valle), Dora con capoluogo Ivrea (Canavese e Valle d’Aosta), Stura (Cuneese), Sesia (Vercellese), Tanaro (Astigiano e Albese) e l’Agogna (Novarese). (...)

Con l’eclissarsi della stella napoleonica, nel maggio 1814 dall’esilio sardo ricompare a Torino il Re, Vittorio Emanuele I: piccole Province e Intendenti tornano ad essere la colonna portante della Monarchia Sabauda e il 10 novembre 1818 un Regio Editto stabilirà la Nuova Circoscrizione delle Province dei Regi Stati in terra ferma.

Nelle città capoluogo di provincia è insediato un comando militare, guidato da un Colonello che si occupa, oltre che della stretta gestione degli affari militari, di polizia. Accanto un’autorità civile per la gestione del corrente: l’Intendenza con a capo un Intendente a cui compete il controllo delle amministrazioni comunali e la gestione dell’apparato fiscale. Completa la catena di comando il Funzionario riformatore, addetto alla pubblica istruzione.

Le Intendenze sono classificate su tre livelli: Generale, di Prima e Seconda Classe. A Susa risiede un Intendente di Seconda. (...)

Nel 1826 a Susa viene edificato il “Palazzo della Provincia”: ospita l’Intendenza, gli uffici provinciali, quelli fiscali e della pubblica finanza e i Reali Carabinieri.

Con la salita al trono di Carlo Alberto Savoia Carignano, dal 1831 al 1849, si torna a dedicare attenzione alle Province dando loro nuovi poteri. Quella di Susa ha un organico di pochi impiegati, meno di una dozzina: un Ufficio di Gabinetto affidato a un Viceintendente e due Divisioni.

Per entrare nei ruoli della pubblica amministrazione in Valle, come altrove nel Regno di Sardegna, si lavora almeno due anni come “volontario”, ossia senza paga: si deve imparare e dimostrare le proprie buone qualità.

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Le Regie Patenti dell’agosto 1842 potenziano e aumentano di numero le Divisioni. Redigeranno anche un unico bilancio di tutte le Province di loro pertinenza. Per Susa è un colpo durissimo: perde la sua autonomia patrimoniale. I maggiorenti locali, quelli che gli Intendenti consultavano per i problemi di viabilità, ora si riuniranno anche nel Congresso provinciale, presso la Divisione, per i bisogni generici e gli interessi delle piccole Province. Le Lettere Patenti del 31 agosto 1843 decreteranno infatti la formazione di due gruppi consultivi inediti: il Congresso e il Consiglio Provinciale.

Per la formazione del Consiglio annualmente il Governo redige una lista da cui scegliere, fra i “principali proprietari, ma anche fra i personaggi più ragguardevoli e distinti per nascita, per lumi e per esperienza delle cose amministrative”, da 10 a 18 membri. Sono quasi tutti collaboratori stretti o Consiglieri del Sovrano e tra essi si distingue Luigi Des Ambrois de Nevache, nato a Oulx nel 1801: nel 1833 era nella Commissione per i Codici e Intendente generale della Divisione Nizza, poi Ministro di Interni-Lavori Pubblici-Agricoltura e Commercio, promotore della Ferrovia Torino-Susa e del Traforo del Frejus. Sarà anche, nel 1848, fra gli estensori e i firmatari dello Statuto e nello stesso anno deputato del Collegio di Susa, nel 1849 Senatore e nel 1874 Presidente del Senato a Roma dove morirà in quell’anno.

Nel 1848 inizia una nuova era: il criterio elettivo è esteso a tutti gli organi locali. In Valle, come altrove, il corpo elettorale si compone di proprietari immobiliari, impiegati statali, professionisti, compresi insegnanti e laureati vari, commercianti, industriali e artigiani con un certo tenore di vita e dei maggiori fittavoli. Il voto all’inizio è orale, poi scritto e, se non del tutto segreto, riservato.

La valle vista da Giaglione (Giorgio Loccisano)

La Valle di Susa vista da Giaglione (Giorgio Loccisano).

 

La Provincia di Susa ha una superficie di 1.395,60 chilometri quadrati e gli abitanti sono 81.834, di cui 3.139 nella cittadina. È formata da 8 Mandamenti con capoluoghi Almese, Avigliana, Bussoleno, Cesana Torinese, Condove, Giaveno, Oulx e Susa. I Comuni, uniti attorno a questi, sono 57.

Almese comprende, oltre al paese, Rivera, Rubiana e Villar Dora (prima Villar Almese).

Avigliana con Buttigliera Alta, Chiusa San Michele, Reano, Sant’Ambrogio di Torino e Trana.

Cesana Torinese assieme a Bousson, Champlas-du-Col, Clavières, Désertes, Fénils, Mollières, Sauze di Cesana, Solomiac e Thures.

Bussoleno con Bruzolo,Chianoc, Foresto di Susa, Sant’Antonino di Susa, San Didero, San Giorio, Vayes e Villar Focchiardo.

Condove unitamente a Borgone di Susa, Chiavrie, Frassinere e Mocchie.

Giaveno con Coazze e Valgioje.

Oulx attorniata da Bardonecchia, Beaulard, Melezet, Milaures, Rochemolles, Salbertrand, Sauze d’Oulx e Savoulx.

Susa con Chiomonte (la vecchia Chaumont), Exilles, Ferrera Cenisio, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Novalesa e Venaus.

Il 23 ottobre 1859, dopo la seconda guerra d’Indipendenza, Vittorio Emanuele II firma la “Legge Rattazzi”. LProvince sono 17: 10 negli antichi Stati e 7 in Lombardia. Quattro sono in Piemonte: Torino, Alessandria, Cuneo e Novara.

L’organo esecutivo, che assume la “tutela” dei Comuni, è la Deputazione Provinciale presieduta da un Governatore, il futuro Prefetto, di nomina regia e con un duplice ruolo: capo amministrativo e rappresentante politico del Governo, per cui scelto tra i politici e non tra i funzionari di carriera.

A tutto questo si sacrificano le piccole Province: Susa è ridotta a un ruolo modesto e scarsamente rilevante di Circondario all’interno della vasta Provincia torinese. Un vero e proprio declassamento: solo Provincia e Comune sono enti autarchici, ossia dispongono di potestà pubbliche e hanno la capacità di amministrare i propri interessi con caratteri ed efficacia giuridica uguali allo Stato, i Circondari e i Mandamenti no. La prima conseguenza è non poter più gestire le spese obbligatorie, come ad esempio quelle stradali, ora di spettanza governativa.

Susa e la sua Valle tornano ad essere semplice terra di confine.

(...)

Continua al leggere sul sito Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti (Franca Nemo).

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