Giandonato Bava, classe 1944, in bicicletta da Avigliana a Capo Nord

Un continente, 11 nazioni, 4500 Km in bicicletta, senza supporto, in assoluta autonomia e una meta leggendaria: Capo Nord. Questa è la NorthCape4000: atleti capaci di pedalare per 300 km al giorno, ciclisti del mondo randonnée e dell’avventura a due ruote che si cimentano in un’impresa ed in un’avventura che richiede coraggio, ambizione e determinazione.

Capo Nord o NordKapp in norvegese, o Davvenjárga in Sami, è situato sulla costa nord dell’isola di Magerøya, nel nord della Norvegia. All’interno del Circolo Polare Artico, è l’ultimo lembo di terra del continente europeo prima del Polo Nord e punto d’arrivo della NorthCape4000.

La partenza è avvenuta da Rovereto (TN) il 24 luglio scorso: da attraversare Slovenia, Croazia, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia e Norvegia in un tempo limite di 22 giorni. Passaggi con obbligo di firma al Lago Balaton (Ungheria), Cracovia (Polonia), Riga (Lettonia), Rovaniemi (Finlandia).

Tra tanti giovanotti o atleti d’esperienza un valsusino “diversamente giovane”: Giandonato Bava, classe 1944 (Giando 44, il suo nome di battaglia) si è cimentato con successo nella straordinaria avventura, classificandosi 99° su 198 partecipanti.

Giandonato Bava

Saluzzese di nascita, aviglianese da 40 anni, un passato da sportivo amatoriale nello sci da fondo e nella corsa su strada, da qualche anno pensionato, dopo un’attività imprenditoriale nel mondo degli articoli sportivi, ha concluso la sua impresa percorrendo 4.700 Km con oltre 32.000 metri di dislivello in 21 giorni 2 ore e 29 minuti (in realtà i km erano 4.500, ma Giandonato ne ha percorsi 4.700 per errori e deviazioni di percorso). Di 198 partiti solo 110 sono riusciti a concludere nel tempo massimo previsto.

Tre settimane pedalando ed attraversando tutta l’Europa orientale sono un’esperienza unica, con immancabili momenti di difficoltà, come l’incapacità per oltre 5 ore di trovare la buona strada per proseguire da Riga, l’essere svegliati dal personale di sicurezza del traghetto tra Tallin e Helsinki, per essere sbarcato 6 ore prima del convenuto, un problema meccanico, risolto meglio del prevedibile, le immancabili crisi di fame o di sonno.

Budapest?

Tra i maggiori problemi tratte anche di 200 Km (come tra Oulu e Rovaniemi) senza nessuna possibilità di acquisti o ospitalità, ore di pioggia torrenziale, oltre 50 Km di sterrato molto impegnativo, prima di Riga, o il fortissimo vento contrario per gli ultimi 25 e ripidi Km, ma senza mai superare il confine tra fatica e sofferenza.

La prima settimana, molto impegnativa per il grande caldo e le asperità del percorso, fino al controllo di Cracovia, fatta a notevole velocità integrato in un gruppetto di altri concorrenti; i successivi oltre 2.000 Km fatti in assoluta solitudine attraversando Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia ed entrando in Finlandia, gli ultimi 1.100 Km con Giuseppe Favero, con cui si è spartita la gioia e la soddisfazione di concludere un’impresa notevole.

Verso Capo Nord

Restano nel ricordo e nell’esperienza le 506 ore di durata dell’avventura, di cui 285 ore in bicicletta, il mutare delle condizioni ambientali, paesaggistiche, meteo; la civiltà ed il rispetto per il ciclista in tutti i paesi attraversati, le ottime condizioni della strade, spesso secondarie, tranne qualche piccola eccezione. Per tutto il tempo è stato presente il pensiero rivolto all’amico ciclista Salvatore, che sta finalmente superando le conseguenze di un grave incidente.

Un’esperienza ed una gioia che fanno nascere la voglia di affrontare presto nuove sfide.

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