La miniera Garida: alla ricerca del talco nelle viscere della montagna di Coazze

Bisogna scendere più livelli e salire diversi gradini per addentrarsi nella miniera di talco Garida, in frazione Forno di Coazze, percorrendo un chilometro scarso di cunicoli e gallerie.

L'attività estrativa è cessata a fine anni '60, ma il complesso minerario è oggi fruibile tramite visite guidate che vengono condotte in totale sicurezza, utilizzando torce e caschetti per entrare nel cuore della montagna.

"Si tratta di un'interessante esperienza – spiega Sergio Nicol, presidente dell'associazione Geco, una delle tante realtà volte a promuovere il territorio coazzese – che ci consente di condurre gruppi di una decina di visitatori per volta spiegando loro la storia dell'attività estrattiva. A Garida si cominciò a scavare quando si vide affiorare il marmo, consapevoli che dove c'è marmo si trova talco".

Miniera Garida, gallerie

La miniera Garida, che prende il nome dall'omonima frazione posta sopra di essa, probabilmente fu utilizzata fin dalla prima metà dell'800. La sua datazione ufficiale risale al luglio 1888, quando al cavaliere Giovanni Tron fu rilasciato il permesso di ricerca ed escavazione.

Nel 1925 dopo il passaggio alla Siget, Società italiana grafite e talco, gli scavi e le ricerche furono ampliati, così come vide la luce la teleferica che consentiva di trasportare il minerale estratto fino alla carrareccia di fondovalle, distante 3400 metri.

Prima dell'avvento della teleferica, il trasporto dei grandi sacchi veniva effettuato a piedi oppure tramite la lisi, una slitta abitualmente utilizzata per il trasporto di legna, il cui nome tradisce l'analogia con la lesa valsusina che aveva la stessa funzione. Giunto a valle, il materiale estratto veniva poi caricato su autocarri per essere trasportato ad Avigliana per la macinatura.

Miniera Garida, ingresso

La messa in liquidazione della Siget, datata 1933, costrinse ad una pausa le attività estrattive, che ripresero un paio d'anni dopo ad opera della Società talco e grafite val Chisone (che aveva acquistito tutte le azioni della società fallita) e del ragionier Ernesto Fea, proprietario di una ditta di prodotti minerari. Le due realtà si spartirono le ricerche lungo la destra e la sinistra orografica del rio Cevrero.

Fu l'avvento della seconda guerra mondiale a interrompere nuovamente gli scavi, che ripresero nel dopoguerra, quando la manodopera rientrò dal fronte. Nel frattempo, la miniera fu usata come rifugio antiaereo, sia dalla popolazione che dai partigiani.

Nel 1947 una nuova interruzione causata da un nubifragio anticipò la crisi, che sarebbe giunta alla fine degli anni 50 per la mancata scoperta di nuovi giacimenti, l'esiguità di quelli già noti e la concorrenza dei produttori esteri.

Miniera Garida, interno

Nel 1956 il ragionier Fea estese il permesso di ricerca al sig. Felice Parolaro di Sondrio, che l'anno successivo diede vita ad un Società per azioni. Ciò permise di ampliare le ricerche fino alla zona Piccere-Ciargiur. Seppure a fatica, l'attività estrattiva proseguiì fino al 1968, data in cui cessò definitivamente.

Dopo un lungo periodo di chiusura, nel 1994 la Lavori Minerari Rossi diede il la al progetto di rendere nuovamente accessibile la miniera, supportata dall'ACTM, Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Minerarie.

Oggi la miniera, una delle più antiche delle Alpi, consente di approfondire la conoscenza dell'attività estrattiva mettendo a confronto i differenti percorsi in galleria. Sono ancora visiibili l'area esterna con struttura in legno dove venivano conferiti i materiali estratti, i carrelli utilizzati e vari reperti minerari e rocciosi.

Attraversando percorsi, cunicoli ed anfratti, si supera un dislivello complessivo di una quarantina di metri, illuminati dalle torce poste sui caschetti forniti ai visitatori. "La visita – suggerisce Nicol - è consigliata a partire dai 7 anni di età, accompagnati dai genitori. Non vi sono particolari problemi, in quanto l'impianto, pur non avendo grandi spazi, dispone di una buona aerazione. Aggiungo che la miniera è dotata di luce elettrica, che utilizziamo solo in caso di necessità, altrimenti la visita non è altrettanto suggestiva".

Miniera Garida visite

La durata del percorso, comprensivo di spiegazione esterna, è di circa un'ora. Le visite si effettuano abitualmente nel fine settimana, ma in caso di raggiungimento di un minimo di 10 persone possono essere programmate anche in altre giornate. Il sito è di particolare interesse per le scuole.

Il biglietto di ingresso costa 10 euro per gli adulti, 7 per i bambini, 8 per i soci Cai e le associazioni convenzionate.

Info e prenotazioni contattando l'ufficio turistico di Coazze (0119349681, turismo@comune.coazze.to.it) oppure tramite le pagine Facebook Miniera di talco Garida e Ufficio Turistico Coazze.

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