Solstizio d'inverno: il giorno dove le ombre in Valle di Susa raggiungono la massima estensione

Il solstizio d’inverno cade quest'anno il 22 dicembre, che dunque sarà la giornata più corta dell'anno. Il solstizio (dal latino solstitiumsol-, "Sole" e -sistere, "fermarsi”), è il momento in cui il Sole si trova alla sua minima altezza sulla sfera terrestre ed alla massima distanza al di sotto dell’Equatore. 

Soltizio

Nel periodo che precede il solstizio i raggi del sole arrivano a noi sempre più inclinati ed indeboliti: il sole basso all'orizzonte e la caratteristica esposizione Est-Ovest della Valle di Susa fanno sì che sul versante meridionale alcuni paesi e borgate rimangano costantemente in ombra.

Il fenomeno è particolarmente evidente nei paesi del versante Sud più addossati alla montagna: i centri storici di Chiusa San Michele, Vaie e Villar Focchiardo, ma anche di Venaus e Beaulard (per non citare che i casi più "eclatanti"), in questo periodo rimangono senza sole anche per parecchie settimane, mentre i paesi del versante nord al contrario restano sempre soleggiati. Il fenomeno è evidente nella foto accanto al titolo, scattata da Stefano Cenna, dove risaltano le differenze di soleggiamento dei due versanti, quello sud in primo piano all'ombra e quello nord ben illuminato di fronte.

Dal 23 dicembre le giornate riprenderanno ad allungarsi: un evento sempre molto atteso e celebrato fin dall'antichità, e non solo dai territori "all'ombra" della Valle di Susa, vogliosi di uscire dal periodo della "brina perenne". 

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Il solstizio d’inverno coincideva infatti per i romani con una festa pagana, chiamata “Sol Invictus”, nata per simboleggiare la rinascita. Era anche usanza, a cavallo del solstizio, di organizzare banchetti e  scambiarsi regali come dadi, candele, libri, abiti e piccoli animali domestici. Una celebrazione che sembra dunque avere molte somiglianze con i nostri festeggiamenti del Natale.

Fenil, Salbertrand (Maria Rita Brun)

Foto di Maria Rita Brun

 

Pochi sanno che la durata di questa giornata varia in base alla latitudine, e che le differenze sono notevoli anche solo tra le diverse parti d'Italia: a Palermo, ad esempio, il giorno durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno.

Diversamente da quanto si crede, il solstizio d’inverno non cade sempre nella stessa data. Il motivo ha a che fare con la differenza tra la durata dell'anno solare su cui si basa il nostro calendario, 365 giorni, e quella dell'anno siderale (il periodo orbitale delle Terra) che è invece di 6 ore, 9 minuti e 10 secondi più lungo. Il nostro calendario viene dunque arrotondato a 365 giorni, lasciando però fuori ogni anno un po' più di 6 ore: un ritardo che si accumula facendo oscillare date e orari dei solstizi invernali tra il 21 e il 22 dicembre e che si recupera, ogni 4 anni, con l'aggiunta di un giorno a febbraio (anno bisestile).

Solstizio

Inoltre, Il solstizio d’inverno non coincide nemmeno con il giorno più freddo dell’anno: gli oceani terrestri hanno infatti la capacità di assorbire parte dell’energia solare e rilasciarla in modo graduale nel tempo, causando un ritardo tra il momento in cui il sole ci irraggia di meno e quello in cui si percepisce più freddo; nel nostro emisfero le temperature si trovano infatti al minimo tra gennaio e febbraio.

Non a caso i giorni della Merla, quelli più freddi secondo la tradizione popolare, vanno dal 29 al 31 gennaio.

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