Il segreto della famiglia Favro sta in una passione tramandata di generazione in generazione, e nel segreto di una focaccia semplice ma buonissima, custodito gelosamente dal lontano 1870.

Ora siamo giunti alla quarta generazione di panettieri, o sarebbe meglio chiamarli artisti dell’arte bianca, ma la storia parte da lontano, da una Susa tanto diversa dall’attuale, da foto in bianco e nero che esaltano lineamenti di gente fiera e laboriosa che ha gettato le basi per una storia che ha poi saputo rinnovarsi nel tempo e restare al passo con i tempi. In principio fu nonno Domenico a iniziare l’attività di panettiere. È lui che ha la felice intuizione di impastare in modo sublime ingredienti semplici come farina, burro, uova e di cospargere quella focaccia di zucchero da far caramellare al forno. Non è certo dolce da tutti i giorni, ma è usanza dell’Epifania, con tanto di fava all’interno (secondo la tradizione chi la trovava doveva pagar da bere).

Panificio Favro: la focaccia di Susa

La Focaccia in seguito oltre all’Epifania viene prodotta anche a Carnevale, poi a Pasqua, poi di fatto tutto l’anno. Una tradizione proseguita prima dai fratelli Elena e Cesare, ed oggi dai figli Maria, Chiara e Davide, fino a diventare uno dei fiori all’occhiello della città di Susa.

Ma qual è il segreto dei Favro? La risposta di Cesare Favro era laconica, ma esaustiva: “Far le cose per bene e con tanta buona volontà”: un impegno che i figli vogliono mantenere.

Panificio Favro: la focaccia di Susa