Il Pastificio Berardinelli, parzialmente aperto alla vista dei clienti, permette di osservare Marco all'opera durante la preparazione e la lavorazione della pasta: entrando lo si vede alle prese con macchinari d'altri tempi, nei quali ogni singolo componente è costruito a mano, occupato a mescolare l'impasto, stenderlo, tirarlo e tirarlo ancora, dentro e fuori dai macchinari. Che poi lo restituiscono trasformato in pasta, ripiena o appiattita per ulteriori lavorazioni.

I gesti sono misurati e teatrali, le braccia muovono con delicatezza e precisione i metri di sfoglia prima che il coltello li incida ritmicamente in tagliatelle, sul lungo tagliere infarinato.

Pastificio Berardinelli

Sua figlia Marta lo insegue per raccogliere ciò che è pronto e per riordinare le zone di lavoro, mentre sua moglie Danila ci mostra come anche la preparazione degli gnocchi, da loro, avvenga completamente a mano, con pazienza e secondo la tradizione. Anche in questo caso il risultato è un cibo fresco e di qualità, composto da materie prime scelte e tanta cura.

Pastificio Berardinelli

Da grande appassionato qual è di storia della Susa romana (è lui il principale artefice dello spettacolo dedicato alla vita di Ottaviano Augusto), Marco voleva ideare qualcosa che ricordasse subito, nella forma e nel nome, il suo luogo di origine e la sua storia. Dopo aver fatto costruire un' apposita matrice ha iniziato così da qualche anno la produzione dell'Archetto, un tipo di pasta trafilata che si richiama al più grande e noto Arco di trionfo di Augusto, edificato nell'8 a.C.

E qualcosa ci dice che Augusto l'avrebbe molto gradito...

Pastificio Berardinelli