Caffè San Domenico vuol dire Roberto Messineo, colui che è stato ambasciatore del caffè all’Expo di Milano per conto di Slow Food e Rai Expo. Un’esperienza che parte dal 1998 con la Torrefazione della Piazza di Sant’Antonino e che di strada ne ha fatta davvero tanta. Ma quanta fatica. Sì perché gli inizi non sono di certo stati semplici.

Torrefazione Caffè San Domenico

Nel 2004 il caffè di Roberto Messineo era già bio ed equosolidale, ma in pochi allora ci credevano davvero. In quegli anni la sua torrefazione ottenne la certificazione Fairtrade ed il suo laboratorio di 30 metri quadri fu scelto a rappresentare quel marchio in Italia. Roberto ha continuato su quella strada, ed oggi è un punto di riferimento del settore. Non solo. Roberto Messineo continua ad essere un vulcano di idee e continua ad investire il 50% dei ricavi della sua azienda in progetti a lungo raggio perché crede fermamente nella ricerca e nel lavoro di squadra. Come nella recente e prestigiosa collaborazione con Alberto Marchetti e la sua Casa Marchetti in Piazza CLN a Torino, dove il caffè è quello della Torrefazione San Domenico.

Torrefazione Caffè San Domenico

Per dare un’idea della portata dei suoi progetti basti pensare a quelli col Politecnico di Torino sul Coffee Square, un progetto per portare "on the road" il piacere di gustare un buon caffè, e con la facoltà di Agraria dell’Università di Torino su bevande alternative per le intolleranze alimentari. Ma non si ferma qui e sta già pensando a nuove idee innovative: con la società Bibetch sta lavorando a capsule per i caffè speciali completamente compostabili da buttare nell’umido, mantre con Foodchain ha realizzato un progetto legato alla tracciabilità alimentare: dal produttore al consumatore tutto in un click.

Torrefazione Caffè San Domenico

"Siamo ormai operativi su 1500 kg mensili di caffè - dice Roberto - tracciati dalla cooperativa di raccolta fino al banco del consumatore, con un semplice click. E siamo i primi al mondo a farlo”. In effetti sui banchi della sua torrefazione tutti i pacchi di caffè hanno il QR Code ben in vista: inquadrandolo con lo smartphone si può verificare tutta la storia del prodotto, dalla raccolta allo scaffale, compresi i certificati di origine, i documenti doganali, le bolle e le fasi del trasporto.