Moncenisio (Ferrera Cenisio)

Moncenisio, denominato Ferrera Cenisio fino al 1947, con l’arretramento del confine italo-francese per effetto del trattato di Parigi è divenuto uno dei più piccoli comuni del Piemonte, posto ai piedi del valico omonimo e alle porte del Parco Nazionale francese della Vanoise. È anche il secondo comune meno popoloso d'Italia, con poco più di 30 abitanti.

Nella chiesa parrocchiale di San Giorgio si trovano numerosi esempi di scultura lignea: se l’altare di Sant’Antonio è riconducibile ad ambito culturale francese, l’altare del Rosario è un riconosciuto capolavoro di area lombardo-piemontese datato 1683. Tra le dipendenze dalla parrocchiale si segnala la cappella di San Giuseppe, ornata da una Via Crucis opera di quindici artisti contemporanei. L’ex Casa della Comunità ospita invece l’Ecomuseo Le Terre al Confine, dove è possibile ammirare oggetti della vita quotidiana di un tempo in queste terre. 

Il valico del Moncenisio divenne uno dei principali passi alpini a partire dall’alto Medioevo. Il colle - in gran parte occupato da uno spettacolare lago alpino, poi ampliato con la costruzione della diga - ospitò un ospizio per pellegrini: fondato da Ludovico il Pio tra l’814 e l’825 fu ricostruito nei primi anni del 1800 da Napoleone Bonaparte sul modello del Gran San Bernardo, reimpiegando arredi provenienti dalla reggia di Venaria.

Con la costruzione della diga, effettuata tra il 1964 e il 1968, l’antico ospizio, le caserme napoleoniche e parte delle fortificazioni del vallo alpino (fine XIX secolo) sono state sommerse dalle acque.

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