Via col Vino 7: questa settimana si beve champagne!



Thursday, April 26, 2018 - 18:30

di Elena Amprimo e Fulvio De Marchi

Come promesso, ecco un po’ di produttori di Champagne che non usano erbicidi e pesticidi in vigna, non ricorrono a lieviti selezionati per far partire la fermentazione e riducono al minimo i solfiti o, quando l’annata lo permette, addirittura li eliminano. 

Larmandier Bernier è un esempio felice di maison di dimensioni  importanti (150.000 bottiglie all’anno), ma ancora a condizione famigliare, che gestisce vigna e cantina seguendo la filosofia biodinamica, a Vertus, nella Cote Des Blancs.

Questa casa vinicola è la dimostrazione che si può avere qualità e quantità allo stesso tempo. Gli champagne di Larmandier Bernier, come già sapevamo, sono freschi e ricchi di personalità. L’azienda sperimenta contenitori di vari formati e materiali per la vinificazione: dalle cisterne in inox, ai fusti in legno, dalle anfore alle uova in malta naturale non trattata. 

La particolarità dei contenitori di forma ovoidale è  che l’anidride carbonica, che si sviluppa in fase di fermentazione, si concentra nel ridotto spazio di testa dell'uovo imprimendo al mosto ed alle eventuali vinacce un moto convettivo naturale intenso ed uniforme, che favorisce l’ottenimento di aromi molto fini.

Un’altra affascinante realtà dello Champagne, famosa in Italia e nel mondo, è quella di Francoise Bedel, una delle prime produttrici biodinamiche della regione. La “signora” dello Champagne, con il suo staff a maggioranza femminile, produce, a Croutte sur Marne, nella Valle della Marna, vini con grande beva e complessità, dovuta ad un lungo affinamento sui lieviti, anche oltre i 10 anni!

La maison De Sousa, che si ispira da sempre alla biodinamica, è un esempio di azienda in cui tutta la famiglia ha un forte legame con la terra e si concentra per migliorare i prodotti mantenendo vive le lavorazioni vinicole tradizionali. Infatti, i terreni di Avize, Ay ed Ambonnay vengono lavorati per il 30% con un cavallo. Al momento, De Sousa ricorre ad un prestatore d’opera, ma il progetto della figlia più piccola, che ora sta facendo esperienza nelle vigne del Cile, è quello di acquistare un cavallo da sostituire al trattore su una superficie sempre più grande. Anche nella cantina di De Sousa non manca un uovo per la vinificazione, ma questa volta in legno di rovere: bellissimo!

A differenza di tanti produttori di Champagne che non accettano visite o, se lo fanno, è solo a pagamento, il vigneron Marc Augustin ci ha contattati per invitarci ad una degustazione nella sua cantina, incuriosito dalla nostra passione per il vino condivisa sui social.

Marc gestisce le sue attività in vigna ad Avenay Val d'Or, aiutato dalla moglie e dai due figli, seguendo la tradizione del calendario lunare, e si diverte ad utilizzare forme e materiali diversi nella sua cantina. Il suo esperimento che più ci ha colpiti è l’affinamento di un vino in vigna anziché in cantina,  sotterrando le bottiglie in una delle sue parcelle, che vengono lavorate con l’utilizzo di una mula al posto del trattore.

Non possiamo non parlare della generosità della famiglia Augustin che, a fine degustazione, ci ha stappato una delle circa 30 bottiglie del primo champagne vinificato integralmente dal figlio a 14 anni (ora ne ha 17…!!). Al momento di salutarci, Marc ci ha anche regalato un magnum di un amico vigneron… cosa chiedere di più?!

Ora salutiamo lo Champagne e partiamo alla volta della Borgogna, pronti per un bel calice di pinot nero!!

 

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