Pietra

L’attività di estrazione è una delle attività caratteristiche della Valle di Susa, e le attività di cavatore e di scalpellino furono due tipici mestieri tradizionali del nostro territorio almeno fino al secondo dopoguerra

L’attività estrattiva fu concentrata soprattutto sulla montagna di Borgone e tra San Giorio e Villar Focchiardo sino a Bussoleno (dove alcune cave sono ancora attive). Se inizialmente esse erano di proprietà comunale e gestite a livello famigliare, con la pressante richiesta di materiale da Torino si costituirono anche cooperative di scalpellini, a tutela del lavoro degli operai. Tra le cave più antiche la cava di marmo verde della Fugera a Bussoleno a quota 1560 metri, che venne aperta alla fine del Settecento per volere dei Savoia: presso l’Archivio di Stato di Torino si conservano ancora le mappe della cava e lo studio per un mulino e una sega ad acqua.

Le cave di granito e gneiss della valle hanno fornito fino al secolo scorso i materiali per parecchie opere importanti dell’architettura piemontese, tra cui quelli impiegati per realizzare i rivestimenti e i cordoli presenti a Torino in via Roma, nonché i cornicioni dei balconi di Palazzo Reale.

Palazzo Reale a Torino

Per Palazzo Reale a Torino si sono utilizzati marmi di Chianocco per lo scalone e le decorazioni dell'atrio, pietra di Foresto per la scala delle Forbici e per gli elementi ornamentali del salone degli Svizzeri.

Oggi le cave lavorano anche pietre non locali ed utilizzano nuove tecnologie computerizzate, ma la passione e la professionalità, spesso trasmesse ai titolari dagli avi fondatori, sono rimaste le stesse.

La tecnica per spaccare le pietre a mano