È risaputo: le cipolle fanno piangere. Ma quelle dolci prodotte da Cascina Drubi non hanno questo effetto collaterale, perché non fanno bruciare gli occhi durante la loro pulizia e preparazione, oltre ad essere veramente digeribili.

Le cipolle tonde di Drubiaglio sono frutto di una coltivazione effettuata con impegno ma, soprattutto, nel rispetto della tradizione e della stagionalità del prodotto.

La raccolta delle cipolle di Drubiaglio

"Una decina di anni fa – ci racconta Fabio Porcari, il titolare – sono venuto ad abitare a Drubiaglio ed ho scoperto che qui veniva coltivata una particolare varietà di cipolla, chiamata appunto la bionda di Drubiaglio, alla quale mi sono subito appassionato. Una varietà che si stava perdendo, in quanto coltivata solo a livello familiare. Sarebbe stato un peccato far cadere nel dimenticatoio la coltivazione, e perdere un pezzo importante della nostra biodiversità, così mi sono attivato per farle ottenere la certificazione De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) con cui ora è iscritta nel registro di Avigliana. Nel 2015 l'azienda dove lavoravo mi ha licenziato: è stato allora che ho trasformato quella che era nata come passione in attività, dando vita all'azienda agricola".

A Cascina Drubi si coltiva senza chimica, nel rispetto dell'ambiente, avendo cura di mantenere i principi di naturalità, consapevoli che il rispetto della terra oggi aiuta a preservarla per quelli che ci saranno domani.

Gli ortaggi di Cascina Drubi

Il rispetto è una sorta di imperativo, di cui Fabio si è fatto promotore nel circondario, dando vita ad una rete di produttori, possibilmente a KMV, acronimo di KiloMetro Vero, tutti intenzionati ad eliminare completamente, o in alternativa a ridurre al minimo, il ricorso a sostanze chimiche. Tra di essi vengono annoverati i produttori bio certificati o quelli che attuano la lotta integrata,

A Cascina Drubi si offre anche consulenza alimentare: al momento della vendita, infatti, all'acquirente vengono illustrate le proprietà nutrizionali e le particolarità dei vari ortaggi disponibili, affinché possa scegliere non soltanto sulla base dell'estetica o del gusto personale.

Fabio Porcari nel campo

Particolare attenzione viene poi prestata alla tutela delle coltivazioni locali, che hanno un'importanza fondamentale per la tipicità e per la biodiversità, e ben si prestano ad essere utilizzate in ricette ricche di sapore che strizzano l'occhio anche alla tutela della salute.

Un esempio è appunto la Cipolla bionda piatta di Drubiaglio, un ortaggio tipico della tradizione contadina locale, fondamentale nella realizzazione della ricetta delle "Siole Piene"

La terra che Fabio coltiva gli restituisce sotto forma di ortaggi e frutta tutte le dedizioni che lui le riserva: zucche, patate, carote, cipolle, mele nella stagione invernale, pomodori, melanzane, insalate e frutti di bosco nel periodo estivo.

"Anche l'inverno ha i suoi colori e la sua ricchezza – spiega Fabio destreggiandosi tra un ordine e l'altro – patate blu o viola, carote di vari colori, costine arcobaleno o zucche dalle forme inusuali sono prodotti sani, di qualità, che conservano inalterate le loro sostanze nutritive. Ciò che arriva nel piatto dalle nostre coltivazioni ha il sapore della dedizione alla terra. Le verdure antiche o poco conosciute sono quasi sempre più buone delle varietà moderne, e coltivarle permette davvero di mettere sulle nostre tavole sapori autentici e in molti casi inediti.

Cipolle bionde piatte di Drubiagliio

Per scelta, Fabio non si affida ai mercati, ma vende i prodotti soltanto direttamente in azienda, oltre che con consegne a domicilio. Le sue coltivazioni sono particolarmente apprezzate, tanto da raggiungere settimanalmente anche numerose zone del Torinese.

"Ad Avigliana abbiamo come punto di riferimento la cooperativa Il Ponte che, settimanalmente, riceve la nostra lista dei prodotti, accompagnata da ricetta e virtù delle coltivazioni. Ma anche il singolo privato può contattarci per scegliere come se fosse al mercato. Da noi tutto è possibile: si possono comprare le quantità necessarie di ogni singolo prodotto o farsi preparare un "cesto dell'orto", del valore di 10 o 15 euro, tutto secondo i propri gusti e preferenze".

Con un unico comune denominatore: la scelta di portare in tavola, prima di tutto, la salute.