Lo capisci dall’accoglienza che riservano Maura e Lucio, che credono in quello che fanno e lo dimostrano sin dal primo sorriso. Poi entri nella sala con grandi vetrate da cui si ammira il Rocciamelone in tutta la sua imponenza e non puoi che restare un attimo in ammirazione.

Il Rocciamelone visto dalla sala da pranzo

Al fondo della sala poi la pergola con l’uva frola e la vecchia bici retrò ti fan capire che nulla è lasciato al caso. Ti fan capire che qui il territorio viene prima di tutto. E lo scopri a tavola, con i piatti della tradizione locale. Lo scopri quando assaggi le ghinefle (o cajettes), piatto povero di montagna esaltato dalla cura per gli ingredienti base, semplici ma fondamentali. E scopri che il pane secco non è panecassetta abbrustolito al forno, ma pane di forno a legna, che il burro sa ancora di alpeggio. E al palato questa semplicità sprigiona un’armonia di gusto che è impareggiabile.

Betola d'l Uva Frola

Per non dire poi della soupa grasa, fatta col pane raffermo, col brodo consumato lentamente, con formaggio di montagna. Prelibatezze che arrivano dalle ricette della nonna, custodite in quei vecchi quaderni a quadretti in cui si annotavano con cura le dosi e le variazioni sul tema, dove il pizzico aveva una sua misura ben precisa e una noce non era troppo o troppo poco. Alla Betola poi c’è sempre e solo prodotto made in Valsusa, perché per Maura e Lucio l’aderire al marchio dei prodotti di Valle non è solo un’operazione di marketing, ma una filosofia su cui basare la propria attività.

È una scelta ben consapevole, se si vuole anche difficile, ma che alla fine paga, perché la gente che torna portando altri amici è il miglior sponsor. E allora capisci perché un buon bicchiere di Avanà, consigliato e spiegato da Lucio, ti soddisfa il palato in modo netto. Perché dietro a tutto c’è l’amore per il territorio.

Maura nell'angolo bar