Castello di Avigliana

Avigliana ha conservato attraverso il Medioevo e l’età moderna un indiscusso primato architettonico, le cui ragioni risiedono nella natura pubblica del suo ruolo politico, prima ancora che militare.

Il castello di Avigliana è conservato allo stato di rudere, così come lasciato dopo lo smantellamento operato dalle truppe francesi del maresciallo Catinat nel 1691 (per saperne di più: Nicolas Catinat, il generale francese che distrusse il Castello di Avigliana).

Fatto costruire nel 942 da Arduino Glabrione, marchese di Torino, rimase per molti secoli la chiave della Val di Susa. Data la sua posizione, ebbe notevole sviluppo, ma anche distruzioni e saccheggi. Fu ampliato, munito di mura merlate e ponti levatoi. Perse poco per volta l'aspetto di maniero feudale per trasformarsi in fortezza, cingendosi di bastioni, trincee e spalti erbosi.

Recenti indagini archeologiche hanno individuato la base della torre quadrata, cui si affiancava una manica residenziale che terminava con una falsa torre cilindrica, i cui resti dominano ancora lo sperone roccioso orientale.

Informazioni: Ufficio Informazioni Turistiche di Avigliana - tel 011/9311873 - ufficioiat@turismoavigliana.it

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Nicolas Catinat, il generale francese che distrusse il Castello di Avigliana

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