Forte della Brunetta

In Valle di Susa, millenaria cerniera di collegamento tra il nord ed il sud dell'Europa, si può osservare una stratificazione storica d'architettura militare che va dall'alto medioevo sino ad opere dell'ultimo conflitto: il possesso della valle ed il controllo dei numerosi valichi rivestiva un'importanza strategica fondamentale, e ciò spiega una così diffusa e visibile presenza di strutture militari sul territorio.

Le colline rocciose che circondano Susa divennero sede di fortificazioni imponenti come il Forte di S.Maria e il Forte della Brunetta. Del disegno generale di fortificazione intrapreso da Gabrio Busca e Giacomo Soldati dal 1592, durante le guerre di religione non restano tracce architettoniche rilevanti: il forte di Santa Maria a nord di Susa e il sistema di sbarramento territoriale di Gravere (forti di San Francesco, del Monmorone, del Rocco del Molaro e della Rocchetta), dopo aver dimostrato la loro inefficacia nelle campagne francesi del 1629-30 e nuovamente del 1690, vengono di fatto smilitarizzati, a favore di una piazzaforte di scala decisamente maggiore sull’altura della Brunetta, a nord di Susa, verso la Valle Cenischia.
Del grande cantiere, avviato da Antonio Bertola già prima del trattato di Utrecht e concluso solo nel tardo Settecento, restano solo tracce murarie e gli imponenti sbancamenti della roccia, che non hanno potuto essere cancellati dallo smantellamento subito durante l’occupazione napoleonica nel 1797-1798.

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