Verdure, Prodotti dell'orto

L’orticoltura valsusina, non essendo intensiva punta sulla produzione di qualità. Pomodori, insalata, zucchine, melanzane, cavoli, zucche e soprattutto patate sono alcuni dei prodotti che si possono trovare direttamente presso le aziende agricole o sui banchi dei mercati settimanali

La scelta di numerosi agricoltori è quella di coltivare varietà non ibride per contrastare la perdita di biodiversità che da anni ormai tende ad impoverire in termini di colore e sapore le nostre tavole. Una scelta controcorrente, con costi iniziali più alti, che prevede la ricerca di sementi e piantine prodotte in aziende specifiche anche lontane.

Ortaggi del territorio

La Valle di Susa è oggi nota per la squisitezza delle sue patate, in particolare quelle coltivate in alta montagna, dove la maturazione è più lenta e gli antiparassitari non sono necessari: le particolarità organolettiche acquisite a queste altitudini le rendono molto più saporite rispetto a quelle di pianura. 

Tra gli ecotipi coltivati, si conta la Piatlina di Cesana, e, diffusa anche in fondovalle, la patata dal bur, dalla buccia così fine che non è necessario pelarla. La pasta varia dal giallo al bianco a seconda delle varietà coltivate, ma è presente anche una varietà antichissima a pasta viola. Generalmente la pasta di buona consistenza resiste alla cottura senza sfaldarsi e viene impiegata in molte ricette e piatti tradizionali, come le cajettes. A questi pregi però, corrisponde una bassa produzione, di quattro volte inferiore rispetto a quella delle patate di pianura: la difficoltà di meccanizzazione per le pendenze obbliga a seminare e raccogliere a mano. Le patate trovano produzione in tutta la valle, ma particolarmente pregiate risultano essere quelle di Sauze d’Oulx, di Cesana Torinese, delle Ramats di Chiomonte, di Mocchie (Condove) e di Novalesa. 

Campo di patate in Alta Valle

Campo di patate in Alta Valle

Resta da citare la Cipolla bionda piatta di Drubiaglio, una varietà di cipolla dal sapore molto dolce, che la rende adatta alla preparazione di prelibate specialità culinarie dove la si serve ripiena. La tradizione, seguita da tutti gli abitanti della borgata, indica la semina del seme a Santa Caterina (26 novembre), il trapianto tra la fine di aprile ed i primi giorni di maggio. Nel 2016 il Comune di Avigliana ne ha approvato il disciplinare di produzione, e quindi questo prodotto è stato certificato con la De. C.O. (Denominazione Comunale di Origine).