Punta Charrà: sulla “Ferrata degli Alpini”, il sentiero attrezzato ripristinato nel 2021

  • Dislivello: 840 m

  • Difficoltà: Escursionisti Esperti. Il percorso attrezzato non presenta difficoltà tecniche particolari e si sviluppa prevalentemente in orizzontale, ma trattandosi di un lungo itinerario d’alta montagna richiede allenamento e molta prudenza, per l'esposizione, la caduta di sassi, le condizioni meteorologiche. Fino ad inizio dell'estate possono presentarsi canaloni ancora innevati, in questo caso l'attraversamento degli stessi può richiedere l'uso della piccozza. Se non si è perfettamente sicuri delle proprie capacità si consiglia l’assistenza di una Guida Alpina.

  • Tempo salita: 3,5 ore

  • Esposizione: nord-est

  • Periodo consigliato: luglio- settembre

  • Accesso: Per raggiungere il Passo del Colomion conviene salire da Bardonecchia, passando dal Forte di Bramafam e proseguendo per la strada sterrata fino al Colletto del Colomion, 2.000 metri circa. Qui si deve lasciare l'auto poiché di lì in poi c'è il divieto di transito (Legge Regionale 32/82).

 

Colletto del Colomion (2000 m) – Punta Charrà (2843 m)

Lasciamo l’auto al Passo del Colomion e, in poco più di un’ora, raggiungiamo il Passo della Mulattiera.

Passo della Mulattiera

Giunti al Passo eravamo già contenti per il magnifico panorama che ci circondava e vedere, quasi a un tiro di schioppo, la Gravina del Mezzodì con la Torre di Barabba ci riempie di entusiasmo.

Ferrata degli alpini

Poi eccoci sulla Ferrata degli Alpini, un percorso che portava già i segni del tempo. Per fortuna è stato recentemente risistemato da un gruppo di volontari ANA: che bel lavoro avete fatto!

La Ferrata degli Alpini, così denominata, è in realtà un sentiero attrezzato che attraversa il versante Nord della Punta Charrà con uno sviluppo di oltre un chilometro, dal Passo della Mulattiera, 2412 m., al Passo della Sanità, 2629 m. Taglia all'incirca la metà della parete sfruttando cenge naturali con tratti intagliati nella roccia abbastanza esposti.

I percorsi di avvicinamento si svolgono in ambiente naturalistico molto interessante e vario, a tratti immersi in folte abetaie alternate a zone di pascoli ricche di flora. Più in alto si trovano molti residui di fortificazioni militari.

Sentiero attrezzato

Durante l'attraversamento della "Ferrata" si trovano una varietà di scorci panoramici di straordinaria bellezza sulla Valle Stretta e su tutte le montagne circostanti la conca di Bardonecchia, Beaulard e Oulx.
Questo percorso è un camminamento militare realizzato dagli alpini prima del 1940 allo scopo di agevolare lo spostamento di soldati e rifornimenti durante il periodo bellico. Venne riaperto, per scopi turistici, dagli Alpini del Battaglione Susa nel 1975, e successivamente ripristinato nell’estate 2021.

Il sentiero attrezzato non è difficile ma da percorrere con molta attenzione. Quasi tutto il percorso è stato scavato a mano nelle ripide pareti della Charrà, quindi molto esposto.

sentiero

Questo sentiero serviva per collegare il Passo della Mulattiera a quello della Sanità dove esisteva una postazione militare: ora ci sono solo più i ruderi. Noi ci fermeremo qui, sulla via del ritorno, per il solito pranzo al sacco.

Verso la vetta

Dal Passo della Sanità ci sono poco più di 200 metri di dislivello per raggiungere la Charrà, ma sono 200 metri di rocce dove si cammina più con le mani che con i piedi; nulla di difficile… ma occorre fare molta attenzione perché ogni errore potrebbe avere serie conseguenze.

Panorama da Punta Charrà

Da Punta Charrà il panorama è a 360 gradi. In questa foto si riconoscono Punta Clotesse, Colle di Desertes, Punta Chalanche Ronde, Pointe des Rochers Charnier, Pointe de la Pécé...

Cavo telefonico

Un’ultima curiosità: sul percorso della ferrata spunta questo spezzone di cavo che probabilmente serviva per il collegamento telefonico tra le due postazioni. È interessante notare com’è costruito: all’interno ci sono i conduttori in rame avvolti con carta impregnata di una sostanza tipo colofonia, che funge da isolante e il tutto inserito in una guaina di piombo. Come protezione meccanica vi è poi uno strato di cordame di canapa impregnato con catrame e, per finire, due strati di lamierino di latta avvolti a spirale: un vero tesoro di archeologia industriale!

Punta Charrà

​​​Punta Charrà.

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