La tradizionale "Soppressione del Feudatario" di San Giorio

L’affascinante Castello di San Giorio è lo scenario di una delle più attese e suggestive rappresentazioni valsusine: la Soppressione del Feudatario. La storica recita in onore di San Giorgio ideata nel 1929 da Attilio Bar, che ne aveva scritto un lungo copione, ha ormai raggiunto le novanta edizioni!

Canti e balli medievali, esibizioni e mostre, danno vita ad una settimana di festeggiamenti incentrati sull'antica leggenda di un popolo affamato ed oppresso, stanco dei soprusi del signorotto locale, il conte della famiglia dei Bertrandi.

A seguito della pretesa da parte del tiranno dello jus primae noctis, il marito (l'Abbà) della giovane donna oggetto di attenzioni (la Mignona), si ribella al suo padrone, uccidendolo sanguinosamente. A trionfare è la libertà e, come da tradizione, prima di aprire le danze con la sua sposa, l'Abbà viene portato in braccio per un tratto del paese. 

Partecipano alla rievocazione anche damigelle, pastorelle ed un centinaio di abitanti di San Giorio, coinvolti negli allestimenti e nella preparazione dei costumi. Non mancano nemmeno gli Spadonari, che dopo aver scortato la statua del Santo Patrono durante la processione, eseguono la loro celebre danza. 

Feudatario

I festeggiamenti 

Tradizionalmente i festeggiamenti iniziano il sabato con la distribuzione dei Sonetti della Società Filarmonica "Concordia", mentre alla domenica si entra nel vivo dei festeggiamenti. Al mattino processione in onore di San Giorgio Martire e nel pomeriggio (tempo permettendo) rivive la Soppressione del Feudatario

Purtroppo per il secondo anno consecutivo il Covid-19 non consente a San Giorio di festeggiare la Festa Patronale, che rivive però nel gruppo facebook San Giorio: la Festa al Castello e festa patronale, com'eravamo e come siamo. Ritroverete nelle immagini d'epoca "il profumo di canestrelli nei cortili, la musica dei sonetti della banda, i coscritti con la statua di San Giorgio in processione, il profumo di lillà dei mazzi di fiori delle pastorelle e della sposa, i canti dei popolani e la risata beffarda del Conte...".

Feudatario

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