Il tasso, carnivoro notturno con la mascherina

Il tasso comune o tasso europeo, con il suo metro di lunghezza è uno dei più grandi mustelidi esistenti, una famiglia di carnivori notturni cui appartengono la donnola (mustela, da cui il nome della specie), la lontra, la faina, il furetto e l’ermellin.

Dotato di zampe forti ma corte, che terminano con unghie lunghe, affilate, non retrattili ed idonee a scavare, il tasso trascorre la sua giornata sonnecchiando dentro alle tante tane diffuse sul territorio, dalle quali esce la notte. Il suo peso varia a seconda della stagione: in estate un tasso adulto può pesare tra i 7 ed i 13 kg, che raddoppiano in autunno.

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Il tasso è solito andare in letargo in un periodo variabile da novembre ad aprile, ma questo non avviene alle nostre latitudini, ove si assiste invece ad un rallentamento delle attività ed al protrarsi del tempo che l'animale trascorre nella tana, specialmente nelle giornate particolarmente fredde.

Tasso - Francesco Bianco

Tasso (foto di Francesco Bianco).

 

Colonizzatore di querceti e boschi misti a latifoglie, anche nelle nostre valli il tasso è diffuso fino ai 2 mila metri di quota. La sua testa è piccola e lunga, con grandi orecchie, mentre il corpo è tozzo, con folta pelliccia grigio-argentea sul dorso, che diventa giallo paglierino sui fianchi e meno corposa sul ventre bruno. L'inguine è quasi completamente privo di pelo, che è invece lungo ed ispido sulla coda.

 

Le zampe, il collo e la gola sono neri, così come parte del muso, con due fasce che dal labbro raggiungono le orecchie, facendo sembrare che l'animale indossi una mascherina. Le zampe anteriori sono più lunghe delle posteriori, gli occhi sono piccoli e scuri e la vista è molto ridotta, nonché in bianco e nero. Viceversa, è molto sviluppato l'udito.

Animale sociale, divide la tana e si pulisce reciprocamente la pelliccia

Il tasso, dotato abitualmente di 38 denti (anche se spesso i primi premolari non spuntano) osserva una dieta onnivora, meno carnivora di altri mustelidi. Si nutre di piante, lombrichi, ghiande, cereali, tuberi, frutta e carogne di animali. Caccia anche insetti, vespe, api e bombi dei quali distrugge il nido, restando indenne alle loro punture grazie alla protezione della pelliccia folta e spessa.

Il tasso individua le sue prede localizzandole all'interno delle tane grazie al suo incredibile fiuto, dopodiché scava verticalmente il terreno per ucciderle a morsi e cibarsene sventrandole senza intaccare la pelle, che lascia a terra rivoltata. Il tasso preda anche ricci, tant'è che la loro presenza nell'ambiente è inversamente proporzionale: più tassi ci sono, meno ricci saranno individuati.

Il tasso ha abitudini crepuscolari e notturne e solitamente vive in gruppi di 5/6 esemplari. Segna il territorio mediante sostanze e fluidi secreti dalle ghiandole odorifere poste nella zona perineale. Quando un maschio, specialmente nella stagione degli amori, invade il territorio adiacente alla ricerca di una compagna, si assiste a veri e proprio combattimenti portati avanti a morsi ed unghiate.

Tasso

Ogni gruppo ha una proprio scala gerarchica e spesso, all'interno di un nucleo, si assiste al cosiddetto grooming, ossia la pulizia reciproca della pelliccia, attuata con unghie e bocca.

Le tane dei tassi sono veri e propri esempi di architettura sotterranea che si tramandano per generazioni, con un continuo ampliamento da parte di chi le ospita. Esse prendono origine da cavità nel terreno o alla base di alberi (in questo caso gli ospiti della tana utilizzeranno il tronco per affilarsi le unghie). La tana ha un ingresso e una galleria dalla quale, dopo aver percorso dai 5 ai 10 metri, si sfocia in una camera abitativa che viene riempita di foglie secche, felci e muschio, continuamente rinnovate. Dalla prima camera si dipartono poi una serie di gallerie che consentono al tasso, oltre ad un ricambio d'aria, numerose vie di fuga in caso di pericolo.

In una tana possono alloggiare più nuclei familiari, ognuno dei quali dispone di propri accessi e gallerie. Quasi un condominio sotterraneo, che spesso il tasso condivide con i conigli selvatici o la volpe rossa. Con quest'ultima, in particolare, si verifica uno scambio di favori: il tasso tiene pulita la tana, la volpe ricambia fornendo avanzi di cibo. Talvolta, però, il tasso non gradisce questa condivisione di spazi e si comporta aggressivamente con le volpi, cacciandole dalla tana e uccidendo i loro piccoli, senza cibarsene.

Il maschio è monogamo, la femmina no

Durante l'approccio sessuale, il maschio tiene la coda verticale ed arruffa il pelo, emettendo numerosi vocalizzi. La coppia si annusa reciprocamente e, una volta scelta la compagna, il tasso resta con lei per sempre, evitando l'accoppiamento con altri esemplari. Un favore non ricambiato, tant'è che quasi la metà dei cuccioli partoriti non è figlio del partner.

L'estro avviene abitualmente in primavera-estate ed il periodo maggiormente fecondo del maschio è tra gennaio e maggio. Alcune femmine dominanti impediscono ad altre femmine, cosiddette sottoposte, di accudire la proprio prole, sopprimendone i cuccioli affinché utilizzino le loro energie unicamente per assistere i loro piccoli.

Famiglia di tassi - Greg Newman Pixabay

Famiglia di tassi (Greg Newman - Pixabay).

 

La cucciolata è in numero variabile da 1 a 5 piccoli, che nascono in una camera della tana appositamente predisposta, una sorta di nursery, nella quale vengono alla luce seminudi e ciechi. Le unghie compariranno dai 3 ai 5 giorni dopo e gli occhi si apriranno solo intorno alle 5 settimane di vita, in concomitanza con la crescita dei denti da latte.

Dalla tana i piccoli usciranno intorno ai due mesi, e dai 9 ai 15 mesi i maschi avranno raggiunto la maturità sessuale, che nelle femmine si completa intorno al secondo anno di vita con la prima riproduzione, benché siano comunque già in grado di ovulare a 9 mesi dalla nascita. Anche una volta cresciuti i cuccioli resteranno nel gruppo di appartenenza, salvo rari casi di abbandono temporaneo che si concluderanno sempre con il ritorno al gruppo d'origine.

Il tasso vive in genere tra i 4 ed i 15 anni, sempre che non incontri anzitempo lupi, linci e cani randagi, tanto affamati da decidere di rischiare uno scontro con le sue unghie affilate anziché ripiegare su una preda meno impegnativa.

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