L'antica tradizione del Carnevale del Lajetto a Condove: attenti alle Barbuire!

Domenica 23 febbraio 2020 nuova edizione del Carnevale del Lajetto, borgata di Condove che prende il nome da un lago scomparso, una celebrazione abbandonata negli anni '50 e rinata nel 2010 grazie all'Associazione Culturale "Le Barbuire".

Per le viuzze della piccola frazione si celebrerà dunque il Carnevale, ma non quello tradizionale fatto di rumori assordanti, coriandoli e poco altro. Qui si parla di carnevale della tradizione, una festa per le genti della montagna che in un solo giorno concentravano un anno di fatiche e problemi. Ed ecco che, come per magia, si risveglieranno esseri misteriosi e imponenti, come il Pajasso che ricorda l’esistenza mitica dell’Uomo Selvatico. Lui vagherà per i vicoli con il suo nodoso bastone cui ha legato il gallo, l’animale sacrificale e profondamente simbolico.

LEGGI ANCHE: Il carnevale in Valle di Susa, la storia, le antiche rappresentazioni e gli appuntamenti

I protagonisti della manifestazione sono personaggi mascherati (le Barbuire) che intrattengono i partecipanti a suon di musica. Ricoprono ruoli diversi e si classificano in due categorie: i “belli” (il Dottore, il Soldato, gli Arlecchini, il Monsù e la Tòta) e i “brutti” (i Vecchi e le Vecchie e il Pajasso).  

Lajetto

La Tòta e il Monsù 

 

Il Soldato scorta il Dottore sorreggendogli la valigia di pronto soccorso, mentre il Dottore visita le Barbuire e somministra loro una "medicina" contenente vino o grappa. I due Arlecchini, con un lungo cappello bianco a forma di cono ornato di nastri e fiori, indicano ai passanti la strada da seguire durante i festeggiamenti; si cimentano anche in un ballo, seguendo il ritmo della Banda Musicale. Appartenenti alla categoria dei "belli" sono ancora il Monsù e la Tòta che, vestiti in modo elegante e raffinato, fanno da controparte a Vecchi e alle Vecchie mostrandosi seri e posati.

Lajetto

Il Dottore (con l'aiuto del Soldato) somministra la medicina al Vecchio 

 

Tra i "brutti" sono classificati invece i Vecchi e le Vecchie, personaggi brutti e animaleschi che commettono ogni sorta di scherzo ai presenti, in particolare alle ragazze; interviene il Dottore con la sua medicina qualora si sentano male. Protagonista indiscusso è poi il Pajasso, vestito di pelli e imbottito di paglia (in piemontese “paja”) e dall’aspetto di un selvaggio animale; tiene in mano un lungo bastone al quale è legato un gallo finto.

Momento fondamentale della rappresentazione è il ritrovo del corteo, dopo aver assistito agli scherzi ed agli spettacoli delle Barbuire, in un grande prato ad osservare il taglio della testa al gallo da parte del Pajasso. Un atto ricco di significato, che auspica la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera ed augura una proficua stagione di raccolti.

Lajetto

Il taglio della testa al gallo da parte del Pajasso

 

Domenica 23 febbraio 2020 l’antico carnevale del Lajetto farà sentire di nuovo i suoi rumori, non le voci perché i personaggi sono muti. È passato già un decennio e la voglia di riproporre, di mantenere viva questa tradizione della gente di montagna è più viva che mai.

Anche quest’anno il carnevale si adatta alle regole di sicurezza, consentendo l’accesso alla borgata a gruppi di persone accompagnate: a partire dalle ore 14 un percorso per gli angusti vicoli del borgo farà conoscere tutti i personaggi di questo tipico carnevale.

Al termine il pubblico ritornerà sulla piazza della chiesa e nella via antistante, in attesa di partecipare, questa volta tutti assieme, al grande corteo delle Barbuire e raggiungere così i prati sottostanti alle case. Cosà succederà dopo, è un segreto che si potrà scoprire solo partecipandovi.

Di certo le Barbuire, che anche in questa edizione beneficeranno dei consigli e della regia di Wuoz (Massimo Valz Brenta), non faranno mancare nulla all’effetto sorpresa e daranno libero sfogo alla loro esuberanza trasgressiva e contro ogni regola. 

Tutto questo per giungere al momento culminante della festa: il sacrificio del gallo (rigorosamente in gommapiuma), che auspicherà la fine anticipata dell’inverno e invocherà la protezione delle divinità della natura affinché la nuova stagione sia propizia e fortunata di raccolti e, magari, anche di nascite. 

Arlecchini

Gli Arlecchini 

 

Come corollario alla manifestazione sono previste varie attività che avranno luogo lungo la strada di accesso alla borgata, tra cui il solito mercatino di prodotti locali, la mostra fotografica delle edizioni precedenti, esposizione di sculture di legno, momenti musicali e il corroborante vin brulé preparato dagli Alpini di Condove. 

Per chi ha piacere di un approccio “ecologico” ci sarà un’ulteriore possibilità: in collaborazione con la Pro Loco di Condove e con l’associazione Freemount è organizzata la camminata «A passo di Barbuira», con partenza dalla piazza di Condove, davanti al Comune, alle ore 10 del mattino di domenica 23 febbraio e salita lungo le vecchie mulattiere.

Verso le ore 12 è previsto l’arrivo alla borgata Sigliodo, dove ci sarà la possibilità di rifocillarsi, rigorosamente con prodotti locali, presso l’azienda agricola di Vercellino Lucia. Alle 13 si partirà alla volta di Lajetto per giungervi giusto in tempo per godersi il carnevale. Per questa iniziativa prenotazioni al 3281530898/ 3495894892 o a proloco.condove@gmail.com entro venerdì 22 febbraio 2020.

Un percorso analogo, che potete scoprire QUI, è organizzato da Duma c'anduma, trekking e viaggi a piedi. 

Per maggiori informazioni potete consultare il sito Le Barbuire del Lajetto e la pagina Facebook dell'associazione.

Carnevale del Lajetto

A passo di Barbuira

Condividi questa pagina