Alla scoperta dell'Arquebuse, il più francese dei liquori piemontesi

È il più francese dei liquori piemontesi, sicuramente è quello dall’aroma più particolare e, per questo motivo, difficile da dimenticare. Può essere denominato indifferentemente alpestre o arquebuse. L’unica differenza è che la prima parola viene usata solo in ambito piemontese, mentre la seconda sia in Piemonte sia in Francia.

L’origine del prodotto è indubbiamente francese, più precisamente dell’area Lionese-Rhone Alpes, e risale almeno alla fine del ‘700. Probabilmente il prodotto è nato in ambito monastico. La peculiarità del prodotto è documentata da ricettari manoscritti dell’800 ed etichette della prima metà del ‘900.

Sul significato del termine arquebuse esiste più di una spiegazione. Forse veniva usato per curare le ferite di archibugio; oppure, bevuto puro, dava la sensazione di ricevere un colpo di archibugio nello stomaco. Fatto comprensibile, data la gradazione alcolica e la completa assenza di zucchero nel prodotto.

Tanacetum vulgare (Enrico Blasutto - wikipedia)

Tanacetum vulgare (Enrico Blasutto - wikipedia).

 

La ricetta, comunque variabile a seconda dei produttori, comprende 33-34 erbe, tra le quali: genepì; verbena; menta; salvia; valeriana; iperico; camomilla; limone; arnica; genziana; issopo; timo; angelica; lavanda; finocchio; santolina; melissa; cedrina. la principale è il tanaceto (Tanacetum vulgarearchibus o erba di archibus in piemontese).

La buona tecnica prevede che in questo distillato una parte delle erbe siano impiegate secche, mentre altre siano trattate allo stato fresco. La lavorazione consiste in una macerazione delle erbe nell’alcool e nella successiva distillazione del liquido ottenuto. Il prodotto migliora decisamente con un invecchiamento prolungato in botti in rovere, che conferiscono al liquore un colore paglierino.
Ricordiamo che non viene aggiunto zucchero e la gradazione alcolica è di 45% vol.

Liquori di Arquebuse (al centro), Liquirizia e Menta della Distilleria Erboristica Alpina di Susa

Liquori di Arquebuse (al centro), Liquirizia e Menta della Distilleria Erboristica Alpina di Susa.

 

L’arquebuse può essere consumato in qualsiasi momento ed in vari modi: puro, come digestivo; correttore del caffè; rilassante caldo; dissetante con alcuni cubetti di ghiaccio; come “grog” miscelando acqua bollente al distillato ed, eventualmente, dolcificando con zucchero o miele. Inoltre, è utilizzato per la produzione di caramelle balsamiche e cioccolatini ripieni.

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Continua al leggere sul sito Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti (Claudio Bollettini).

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